Pasquale Pede : Le radici del Noir fra letteratura e cinema – Fondazione Rosellini, 2009

Alla metà di novembre 2016 mi è arrivato un pacco a casa. Quando sono arrivato a casa dopo il lavoro, ho notato sul piano di faggio della cucina un pacco seminascosto da altre cose. Alla mia richiesta in merito a cosa fosse, mia moglie mi ha guardato fisso e mi ha detto che aveva dovuto vestirsi per scendere a firmare … Continua a leggere

LA MORTE SA LEGGERE RADDOPPIA

Avete letto bene: dal mese di dicembre prossimo, cioè tra pochi giorni, il mio storico blog italiano di cultura poliziesca raddoppierà la propria presenza su altra piattaforma. Devo dire in verità che in un primo tempo avevo anche pensato di sopprimere il presente blog. Le ragioni erano principalmente due : – l’impossibilità di poter vagliare il numero dei lettori dei … Continua a leggere

Pierre Boileau : La pietra che trema (La pierre qui tremble, 1934) – trad. Aldo Albani – I Grandi Gialli Pagotto, Anno II, N.8, del 29 agosto 1950

La Pierre qui tremble è il primo dei romanzi di Boileau. E lo si vede subito:  è un romanzo che narrativamente parlando è più vicino ai romanzi  anni venti che a quelli successivi. Comincia con Andrè Brunel (il personaggio che animerà tutti o quasi i romanzi di Boileau) che qui appare per la prima volta, che nel treno che lo … Continua a leggere

James Ronald: Promessa mantenuta (They Can’t Hang Me, 1938) – trad. Dario Pratesi – I Bassotti N°172, Polillo, 2016

James Ronald, nonostante la cospicua produzione letteraria destinata anche a delitti impossibili e camere chiuse, non è molto conosciuto: nè nel mondo anglosassone, dove si può dire solo due romanzi figurano nelle classifiche, nè tantomeno in Italia, dove nessun suo libro, prima d’ora, era stato pubblicato. A questo ultimamente ha sopperito Polillo, pubblicando They Can’t Hang Me, romanzo che, assieme … Continua a leggere

E.B.Ronald : Morte per procura (Death by Proxy, 1956) – trad. Ignazio Pulcinelli – I Gialli del Secolo, N°275, del 23 giugno 1957

Il diretto antagonista del Mystery classico è stato, fin quasi dall’origine, l’Hardboiled americano: nato nel gangsterismo degli anni ’20, arrivò al suo massimo splendore negli anni ’30 , 40 e ’50 , per poi scomparire e riapparire negli anni successivi. Il suo splendore e la sua caduta furono, a pare mio dovuti, al ripetersi di clichè affermati: il detective privato … Continua a leggere

Anthony Boucher : Gli Irregolari di Baker Street (The Case of the Baker Street Irregulars, 1940) – trad. Grazia Maria Griffini – I Classici del Giallo N.647, Mondadori, 1991

The Case of the Baker Street Irregulars, “Gli Irregolari di Baker Street”, romanzo pubblicato nel 1940, fu un omaggio chiarissimo di Anthony Boucher a Sherlock Holmes. In esso operano cinque membri di una associazione, “Gli Irregolari di Baker Street”, ognuno svolgente una professione diversa dagli altri, accomunati dalla stessa dedizione e dall’erudizione circa le gesta del grande detective britannico. La … Continua a leggere

UN RITRATTO DI ANTHONY BOUCHER

Data l’esiguità di fonti in italiano a riguardo di Boucher, la presente introduzione è stata approntata ricavando notizie anche da un editoriale scritto anni fa da Giuseppe Lippi (le parti in corsivo, citate integralmente, sono di Lippi), e dal Dizionario delle Letterature Poliziesche di Claude Maspléde . Anthony Boucher (pseudonimo di William Anthony White) nacque il 21 agosto 1911 a … Continua a leggere

Rex Stout : I Quattro Cantoni (Prisoner’s Base, 1952) – trad. Gianni Montanari – I Classici del Giallo N. 730, Mondadori, 1995

Siccome io sono fondamentalemnte un  amante del mystery classico, i Nero Wolfe che adoro sono quelli che arrivano alla fine della seconda guerra mondiale. Quindi: La traccia del serpente, La guardia al toro, Sei per uno, La scatola rossa, Alta cucina, etc…: ci siamo capiti! Ma non è detto che qualche Stout più posteriore non mi piaccia. Tempo fa per … Continua a leggere

Agatha Christie : La sagra del delitto (Dead Man’s Folly, 1956) – trad. Paola Franceschini – Oscar Gialli 47, Mondadori, 1979

Su Agatha Christie non c’è nulla da dire; semmai lo possono i suoi romanzi, uno diverso dall’altro. Quelli che mi restano più impressi, devo riconoscerlo, sono quelli che trattano di veleni (Se morisse mio marito, Tragedia in tre atti, Due mesi dopo, La parola alla difesa), ma uno, fra tutti, è esemplare per come è impostato: La sagra del delitto … Continua a leggere