Philip Wylie: Delitto in una notte di tormenta (The Blizzard Murder Case, 1937) – trad. Marcella Dallatorre – in Ellery Queen presenta “Inverno Giallo ’75/’76”

Philip Wylie nacque nel 1902 a Beverly in Massachusetts..

Figlio di un pastore presbiteriano e di una scrittrice che lo lasciò orfano in tenera età, Wylie frequentò poi l’Università di Princeton e successivamente cominciò a scrivere romanzi e racconti. Spaziò dalla critica sociale, alla fantascienza, alla crime fiction per cui mise a punto non romanzi veri e propri ma racconti e romanzi brevi. Da alcuni suoi romanzi furono tratti due soggetti di enorme popolarità: da Gladiator, fu tratto il soggetto di Superman, da The Gentleman Savage fu tratto quello di Doc Savage. Fu anche consigliere della presidenza USA per l’energia atomica, e scrisse romanzi sullo scenario apocalittico nucleare. Morì nel 1971 sempre a Beverly.

Negli anni ’30 e ’40, Wylie scrisse dei racconti apparsi su varie testate tra cui anche Ellery Queen Mystery Magazine ma non solo :

The Battling Butler, Gennaio 1935

The Blizzard Murder Case (1964) , pubblicato prima come “Puzzle in the Snow” nel Giugno 1937

Death Whispers, 1945

In a Hole, luglio 1931 ; anche come “Perkins Finds $3,400,000”.

Invitation to Murder (1968) pubblicato prima come “Murderers Welcome” nel settembre 1936

It Couldn’t Be Murder, Aprile 1939

Mad House, Marzo 1933

Murder at Galleon Key (1955) pubblicato prima come  “The Mystery of Galleon Key” nel marzo 1935

Not Easy to Kill (1965) pubblicato prima come “The Trial of Mark Adams”, nel settembre 1935

The Paradise Canyon Mystery, luglio 1936

The Paradise Crater, ottobre 1945; anche come “A Question of Survival”.

Pearls, ottobre 1929

Perkins Takes the Case, 1945 pubblicato prima come Perkins’ Second “First Case” nell’ aprile 1931

Ten Thousand Blunt Instruments, febbraio 1944

Di questi alcuni furono ripresi sulle stagioni mondadoriane:

Un tesoro per Perkins (Perkins Finds $ 3.400.000) – Estate Gialla 1970

Il più grande investigatore degli Stati Uniti (Perkins’ First Case) – Inverno Giallo 1972

Delitto in una notte di tormenta (The Blizzard Murder Case) – Inverno Giallo 1975/76

Il Mistero di Paradise Canyon (The Paradise Canyon Mystery) – Autunno Giallo 1976

Non è facile uccidere (Not easy to Kill) – Primavera Gialla 1977

Invito al delitto (Invitation to murder) – Estate Gialla 1977

Delitto in una notte di tormenta è un bel romanzo breve, con finale a sorpresa.

Tony Andrews, David Cole e Les Boyd gestiscono un’agenzia di finanziamenti, che va piuttosto bene. Una sera Leslie Boyd, dopo essere andato a trovare Tony per cercare un accordo in merito al finanziamento di una miniera del Sud America al quale Tony si oppone, e poi dopo esserre andatoa trovare David Cole, telefona a Tony agitatissimo e gli annuncia che il loro socio è morto.

Tony va a casa di David, situata nel piani alto di un palazzo della Nona Strada, e nonostante nevichi sente che dentro il palazzo è bello caldo segno che il calorifero pompa bene. Tuttavia nota con disappunto che Leslie non gli ha lasciato socchiuso il portone di casa come si sarebbe aspettato, e quindi fa uso delle sue chiavi. Sale i quattro piani di scale e suona al campanello aspettando che Leslie apra. Ma di Leslie neanche l’ombra. Apre la porta sempre con la copia delle sue chiavi e trova effettivamente Dave morto per terra, con un coltello nella schiena, nello spazio fra due divani con le braccia protese verso il caminetto, in una posizione che gli fa ipotizzare che stesse facendo delle flessioni. Gira per la casa, ma non trova nulla. La casa è illuminata a giorno, tutta ordinata salvo delle salviette umide buttate per terra nel bagno, e nella camera da letto con nonchalance aperta una scatola con dei bottoncini da camicia e da polsino del valore di duemila dollari e vicino 585 dollari in banconote di diverso taglio. Segno che evidentemente Dave non è stato ucciso in seguito ad una rapina. E Leslie è scomparso. Incomincia a farsi strada un terribile sospetto, che poi diventa realtà quando, dopo aver trovato il cavo del telefono reciso, Tony cerca di uscire dall’appartamento per andare a chiamare la polizia; ma la porta non si apre. Qualcuno l’ha chiuso dentro. L’assassino lo stava aspettando, ha aspettato che entrasse e poi l’ha chiuso dentro.

Tony ritorna a vagare per la casa. Trova la Colt 45 dell’amico e la intasca, ritorna laddove c’è il cadavere del socio e solo allora si accorge di un profumo persistente, un profumo femminile nei pressi del divano, macchiato di sangue sullo schienale, i cuscini e il tratto di moquette fino al cadavere. Poi trova tra i cuscini dell’altro, il fazzoletto della sua fidanzata Loretta. Insomma quella sera due donne sono state a trovare Dave. Distrugge il fazzoletto nel fuoco del camino, e rivolge la sua attenzione al coltello piantato nella schiena. Gli ricorda il suo coltello da caccia. Un orribile sospetto gli balza alla mente. E se? Decide di vagliarlo e così lo estrae dalla ferita accorgendosi di avere ragione: quel coltello ha la punta spezzata. E’ il suo. Qualcuno gliel’ha sottratto e lo ha usato per uccidere Dave, evidentemente volendo far cadere la colpa su di lui. Rimette il coltello nella ferita. In tempo per sentire aprirsi la porta ed entrare una folata di freddo, assieme ad una bella ragazza: Wanda Jones, la sua segretaria. Che giustifica la sua presenza e il possesso delle chiavi, con la richiesta fattagli dal morto di presentarsi alle 21,30 a casa sua, perché la signora Alavo, moglie del proprietario della miniera, dopo una lite che Dave e Tony avevano avuto in merito al finanziamento della miniera, aveva telefonato a Dave dicendogli che sarebbe passata a casa sua e Dave aveva paura che la signora potesse usare nei suoi confronti delle armi di seduzione non troppo ortodosse per giungere allo scopo, e quindi aveva chiesto alla ragazza di essere presente quando lui e la signora si fossero parlati.

La ragazza convince Tony a non avvisare la polizia e vanno via chiudendo la porta, non immaginando che per tutto il tempo in cui sono stati in casa, sul balcone, al freddo, in mezzo alla neve, due uomini li hanno osservati, e ora sogghignano: sono due poliziotti, che evidentemente sono stati avvisati dall’assassino di qualcuno che sarebbe arrivato.

Tony la conduce da Raymond, il legale della loro ditta, padre di Loretta, e gli espone quanto accaduto, e gli confida il suo sospetto: che cioè sia stato Leslie ad uccidere il socio usando il suo coltello al fine di addossargli la colpa, chiudendolo addirittura un primo tempo in casa. Raymond gli consiglia cosa fare, e quando torna a casa riceve la visita di Loretta, che gli confessa di essere andato a casa di Dave per farsi avere le lettere che lei gli aveva spedito quando pensava di fidanzarsi con lui, non per amore ma per togliere il padre da una situazione finanziaria pesantemente compromessa, ora che invece si era fidanzata con lui, Tony.

La polizia lo trova e vorrebbe arrestarlo, ma lui li mette davanti all’accusa che ad assassinare l’amico sia stato Leslie. La polizia volendo evitare grane per un arresto ingiustificato, pur avendo visto nell’appartamento Tony e avendolo visto perfino sfilare il coltello e rimetterlo a posto, lo lascia libero per il momento. Il giorno dopo si viene a sapere della fuga di Les Boyd, partito in treno, inopinatamente, per Montreal, senza che nessuno sapesse nulla.

Dopo che Tony ha ricevuto i coniugi Alavo, fortemente tesi, il marito perché ha saputo che la moglie aveva contattato Dave senza che lui sapesse nulla (sospettando che volesse tradirlo) e la moglie perché in effetti gli confessa di essere andata da lui ed essersi trattenuta qualche minuto per tornare poi in albergo alle 21,30, prima di quando era stato fissato l’appuntamento, Tony riceve la visita della polizia, questa volta con un mandato di arresto, e viene fermato.

Mentre è in prigione, riceve prima la visita del suo legale Raymond a cui esterna la sua preoccupazione che il movente della morte di Dave possa trovarsi nei libri contabili della società (Les avrebbe sottratto soldi) e poi di Wanda a cui detta degli ordini: deve scoprire dove effettivamente sia andato Leslie, perché il viaggio a Montreal gli pare una presa per i fondelli: nessuno lo ha visto partire, e pure il controllore che gli ha vidimato il biglietto afferma di non averlo visto materialmente ma solo il biglietto allungato da dietro la tendina dello scompartimento. Grazie alla ragazza si scopre che dall’appartamento di Leslie non mancano attrezzature e indumenti invernali, bensì estivi, segno che dove sarebbe voluto andare non era certo Montreal.

Leslie non si trova e Tony dispera già di riuscire a dimostrare la sua innocenza, quando accade l’inaspettato:  davanti alla casa estiva di Dave sui Monti Adirondack, è stato trovato il cadavere di Leslie: si è sparato una fucilata. Il cadavere è stato trovato nella neve, congelato.

Tony viene scarcerato con le scuse della polizia. Ma c’è qualcosa che non gli quadra: per quale motivo, con indumenti estivi sarebbe andato ad uccidersi tra le montagne dell’Adirondack, tra la neve? E per quale motivo avrebbe distrutto un semplice rapporto di lavoro, nel camino? Forse qualcuno aveva bruciato quelle innocenti carte per far pensare che il movente per l’uccisione di Dave dovesse rimanere sconosciuto.

Ritorna con la ragazza nell’appartamento dell’amico grazie al permesso del capo della polizia che gli è grato di non aver fatto causa alla polizia per l’arresto ingiustificato. Ripercorre mentalmente tutto quello che era successo, fino all’arrivo della ragazza. E poi riflette su una cosa strana: quado era arrivata Wanda Jones, la sera dell’assassinio, aveva il cappotto sporco di neve. Segno che non si era sciolta a causa del calore presente nel palazzo; eppure a lui era accaduto. Perché c’era tutto quel freddo?

Sulla base di questo indizio formula la sua teoria che spiega l’omicidio di Leslie Boyd, il perché sul divano ci sia tutto quel sangue, e poi con un trucco, grazie all’ausilio di un falso bottone e di un libretto di assegni sottratti da lui all’assassino, lo inchioda alle sue responsabilità. Dopo un tentativo dell’assassino di evitare l’arresto, lo stesso è messo con le spalle al muro dalla presenza della polizia e pertanto non gli resta che spararsi.

Cominciamo col dire che Wylie non è un clone di Van Dine, in un periodo in cui tutti o quasi che scrivevano romanzi gialli in America seguivano le tracce di quello: Tony non è un investigatore dilettante, non lo è mai stato. Investiga solo per salvare la sua pelle. Wylie è uno di quegli scrittori che scrivono non seguendo un determinato filone, ma diversi: proprio l’aspetto del congelamento e le sue complicazioni, lo mettono in relazione con quel genere di scrittori che non scrivevano solo crime fiction ma anche Sci-fi: Asimov, Russell Fearn, Lewis Padgett (pseudonimo di C.L. Moore e& H.Kuttner). E con altri romanzieri.

Con Latimer, direi, innanzitutto, per il soggetto condannato per un delitto che non ha commesso e che dal carcere suggerisce cosa fare per trovare prove che lo scagionino; e con Freeman, come suggerisce Mike Grost, sulla base dell’espediente alla base della morte di Leslie Boyd e della conservazione del suo cadavere post mortem: il congelamento. Una volta che un corpo è congelato, nessuno può dire con certezza che esso sia in quelle condizioni da un giorno, o da due o da dieci: il congelamento preserva l’organismo morto da una serie  di modificazioni fisiologiche che altrimenti sarebbero sopravvenute. In questo Wylie si apparenta proprio con Freeman, scrittore nei cui romanzi spesso si trovano esposti principi di medicina legale, e situazioni spiegabili con la scienza. Ma anche Anthony Weymouth aveva scritto prima dell’uscita di questo lungo racconto, il suo esordio: Frozen Death, romanzo in cui si dibatte della morte di un nobile, il cui corpo congelato viene ritrovato su un prato.

L’uso di un principio quale il congelamento, per spiegare una morte, per spiegare il freddo nel palazzo, per spiegare una sequenza logica di morte che non è quella seguita dalla polizia, e lo stesso ragionamento che sta alla base della presenza del sangue sul divano, che rivela come Les Boyd fosse stato anche lui ucciso lì, e come la fucilata fosse stata inferta post mortem per dissimulare un accoltellamento, rivelano un finissimo ingegno. Soprattutto il ragionamento spiazzante, si appunta sulla vera sequenzialità delle morti: posto che il primo ad essere ucciso è effettivamente Dave e poi Leslie, quello che viene sovvertito dal ragionamento di Tony è il momento della morte di Leslie: non giorni dopo, ma subito dopo la morte di Dave.

I dialoghi e lo stile di scrittura sono molto alti e rivelano una scrittura molto elegante e molto fine (si apprezza soprattutto nei dialoghi tra Tony e le due donne, Loretta e Wanda, in cui viene molto sottilmente sottolineato il rapporto uomo donna, con una penna molto efficace e per nulla sbrigativa: in certi momenti sembra che si stia leggendo un romanzo d’amore).

Vien voglia di leggere altri racconti di Wylie.

Cosa che faremo e analizzeremo.

Pietro De Palma

P.S.

In USA la raccolta integrale dei racconti e romanzi brevi di Phiip Wylie è pubblicata da Crippen & Landru (Douglas G. Greene)

Philip Wylie: Delitto in una notte di tormenta (The Blizzard Murder Case, 1937) – trad. Marcella Dallatorre – in Ellery Queen presenta “Inverno Giallo ’75/’76”ultima modifica: 2018-08-22T21:49:41+02:00da lo11210scriba
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