Quentin Patrick : Delitto al club delle donne (Murder at the Women ‘s City Club, 1932) – trad. Maria Antonietta Francavilla – Il Giallo Mondadori N.1799 del 1983; I Classici del Giallo Mondadori N.933 del 2002

Di Patrick Quentin ho parlato molto tempo fa. L’occasione fu un suo romanzo breve. Oggi invece parlerò di un romanzo, uno dei primi. Riprendendo quello che dissi al tempo, Patrick Quentin è stato un caso letterario, più che uno pseudonimo. Infatti sotto di esso si celava un autore principale, che è rimasto sempre eguale fino agli anni ’50, ed una serie di altri autori meno fissi, che si alternavano, fino ad arrivare ad un altro che poi col primo costituì un’accoppiata.

Come abbiamo detto altrove, Patrick Quentin o Quentin Patrick, non fu solo pseudonimo, ma anche ditta, formata di volta in volta dall’unione di 4 coppie di scrittori, che si firmarono diversamente: quella più prolifica fu formata da Richard Wilson Webb (1901 – 1966) e Hugh Callingham Wheeler  (1912 – 1987), che firmarono assieme alcuni romanzi con la sigla Quentin Patrick, quasi tutti con Patrick Quentin, e tutti con Jonathan Stagge: in pratica, l’inizio di questa fortunatissima collaborazione data il 1936, quando Webb, che, firmandosi Quentin Patrick, aveva scritto alcuni romanzi sia  con Martha Mott Kelley (1906–2005) che con  Mary Louise White Aswell (1902 – 1984), ritrovò Wheeler, un suo vecchio amico. Va detto che sia Sia Webb che Wheeler, erano britannici per nascita, ma poi, in seguito, emigrando ambedue negli Stati Uniti, ne diventarono cittadini.

I primissimi romanzi furono scritti con lo pseudonimo Quentin Patrick. Gli autori che firmarono i primi due (Cottage Sinister del 1931 e Murder at the Women ‘s City Club del 1932) furono Richard Wilson Webb e Martha Mott Kelley. Dei due romanzi del 1933, uno fu firmato da Richard Wilson Webb  e Mary Louise White Aswell (S.S. Murder), mentre l’altro, Murder at Cambridge, dal solo Webb. Il sodalizio terminò con The Grindle Nightmare del 1935, in quanto a partire da Death goes to School del 1936 cominciò il grande sodalizio con Hugh Callingham Wheeler  che si perpetuò con tutti i romanzi successivi, tanto da essere avvicinati istantaneamente a loro gli pseudonimi Patrick Quentin e Jonathan Stagge, le cui serie cominciarono entrambe nel 1936: la prima con A Puzzle for Fools (protagonista Peter Duluth), la seconda con Murder Gone to Earth (protagonista dr. Hugh Westlake). Tutto questo fino al 1952, quando con Black Widow, il sodalizio letterario che durava da sedici anni finì per il ritiro del fondatore Richard Wilson Webb. A partire dal 1954 (My Son, the Murderer ) fino al 1965, anno del termine della carriera letteraria (Family Skeletons), tutti i romanzi furono scritti dal solo Wheeler.

Oggi parleremo di uno dei romanzi scritti con pseudonimo Quentin Patrick.

Innanzitutto diciamo che la serie consta di 11 titoli:

 

1931, Tè e veleno (Cottage Sinister), Giallo Mondadori 1812 del 1983

1932, Delitto al club delle donne (Murder at the Women ‘s City Club), G.M. 1799 del 1983

1933, Dramma universitario (Murder at Cambridge), Libri Gialli 176 del 1937; Prima che il temporale finisca, nuova traduzione, in I Classici del Giallo 778 del 1996

1933, In crociera col delitto  (S.S. Murder), G.M. 1829 del 1984

1935, Presagio di morte  (The Grindle Nightmare), G.M. 1472 del 1977

1936, La morte fa l’appello (Death Goes to School), G.M. 263 del 1954

1937, Il segreto della grande Clara (Death for Dear Clara), Libri Gialli 223 del 1939; I Classici del Giallo 1066 del 2005

1937, The File on Fenton and Farr

1938, Il caso Cragge (The File on Claudia Cragge), Dossiers Gialli, 1986

1939, Troppe lettere per Grace (Death and the Maiden), G.M. 156 del 1952

1941, La casa dell’uragano (Return to the Scene), G.M. 214 del 1953

1952, Soluzione estrema (Danger Next Door), C.G.M. 847 del 1999.

Però dobbiamo anche sottolineare che di questi 11 titoli, The File on Claudia Cragge (Il caso Cragge), come il precedente The File on Fenton and Farr (inedito in Italia) non è un vero e proprio romanzo, quanto piuttosto un dossier con tanto di prove materiali, fotografie, testimonianze e reperti, che avrebbe dovuto  portare il lettore a formulare un’ipotesi accusatoria. Nell’edizione del 1964, fu offerto agli abbonati Mondadori, ma nel 1986 ne fu fatta una ristampa (quella che posseggo io, anche rara). Non è purtuttavia un unicum. Infatti nel 1936 Dennis Wheatley aveva inventato questo nuovo prodotto letterario presentando un romanzo nella dimensione di elenco di prove, ritagli di giornali, fotografie e quant’altro: Murder Off Miami. L’esperimento ebbe un risultato eccezionale in termini di vendite (12000 in sei mesi) e per questo Wheatley, realizzò altri tre Dossiers: Who Killed Robert Prentice? del 1937, The Malinsay Massacre del 1938 e Herewith the Clues del 1939. Il Caso Cragge di Quentin Patrick ricalca questo tipo di prodotto.

Oggi presenterò il secondo dei romanzi firmati come Quentin Patrick, Murder at the Women ‘s City Club (Delitto al club delle donne) del 1932 .

In sostanza l’azione si svolge al Club delle Donne di Desborough.

Il Club delle donne è un pensionato in cui i maschi non sono ammessi, tranne Rudy il tuttofare di colore sposato a Cornelia, la cameriera, pure di colore.

I maschi non sono graditi in quanto tutte o quasi le pensionate hanno avuto trascorsi più o meno deludenti, per colpa loro o dell’altrui sesso, col sesso maschile. Il Club è presieduto da Mabel Mulvaney, donna piuttosto abbiente. Mulvaney è ostile ad un’altra pensionante, Diana Saffron, Medico e Docente di medicina all’Università, molto conosciuta e apprezzata nell’ambiente per la sua onestà e inflessibilità, donna incorruttibile e giusta, oramai costretta però al letto per una artrite reumatoide molto avanzata, e per problemi seri di cuore.

Diana Saffron è molto legata alla Dottoressa Freda Carter, una giovane e bella ragazza che lei, con il suo aiuto, i suoi consigli, e la sua piccola rendita, è riuscita a far laureare e ora è ben vista per la sua attività nell’ospedale cittadino. Tuttavia con lei è contrita, perché, contrariamente alle sue aspettative, Freda si è unita in fidanzamento con Sebastian Thurlow, un giovane rampollo, abituato alla bella vita, ma di scarse ambizioni.

Sebastian è stato presentato a Freda da Deborah Entwistle, la terza potenza del pensionato: amica carissima di Thurow, in passato Deborah aveva partecipato a lavori teatrali e lì aveva conosciuto Sebastian. Nella sua camera, che è una sorta di territorio neutrale, le altre pensionanti si ritrovano per parlare, discutere e rappacificarsi: la Signorina Hoplinger, scrittrice di gialli, nota con lo pseudonimo di Gerald Strong; la signorina Millicent Trimmer, segretaria del Club, donna molto ricca in gioventù ma poi inopinatamente trovatasi a mal partito dopo la bancarotta paterna ed il conseguente suicidio; Amy Riddle, assistente sociale.

Le sette donne vivono in stanze ubicate ai vari piani del Club: le stanze sono prive di bagno, e quindi le pensionanti utilizzano uno comune posto sul piano; quello posto al secondo piano tuttavia è rotto, in ristrutturazione e chiuso a chiave, e quindi le pensionanti spesso utilizzano quello al terzo piano.

Il bagno chiuso a chiave ed inagibile è quello che figura marchiato da una X nello schizzo approntato successivamente dall’Ispettore di polizia Boot. Sì, perchè, in una data mattina, viene scoperto il cadavere senza vita della Dottoressa Saffron, nella sua camera satura di gas. E’ la dottoressa Freda Carter, sua protetta, che con la sua protettrice aveva avuto la sera prima un alterco relativo alla sua relazione con Thurow, a scoprire il corpo esanime, a chiudere il rubinetto del gas, aprire le finestre e romperne il vetro lanciandovi qualcosa contro, così da far disperdere il gas.

Siccome la dottoressa Saffron era incapace di camminare da sola causa dell’avanzatissimo stadio di artrite, e anche se l’avesse fatto, avrebbe provocato una serie di rumori che nessuno aveva sentito la sera prima o durante la notte, ne consegue che dev’essere stato qualcun altro ad azionare il rubinetto del gas e chiudere le finestre, giacchè quando era andata la dottoressa Carter, il camino era spento e le finestre erano aperte. Trattasi quindi di assassinio. Viene chiamata quindi la polizia, e incaricato delle indagini, viene chiamata la persona meno indicata in assoluto, il misogino Ispettore Boot. Che trova subito un ambiente ostile e omertoso.

La sospettata numero uno sarebbe la Dottoressa Carter, ma guarda caso è stata proprio lei, assieme al dottor Sibley, il medico legale, a formulare l’ipotesi che sia stata assassinata: per quale ragione poi avrebbe dovuto rivelare che il camino era spento e le finestre aperte se fosse stata lei l’assassina? Sarebbe bastato dire che le finestre erano chiuse e il camino acceso: per una fatalità si sarebbe spento e quindi..l’incidente.

La Signora Mulvaney non è presente al momento della scoperta del corpo, perchè poco prima è andata via in città per questioni legate al Club; lasignorina Trimmer è assente da alcuni giorni; il signor Thurow non c’era (arriverà dopo). Quindi in sostanza le sospettate sono al momento Riddle, Hoplinger, Carter e Entwistle.

L’ispettore comincia ad interrogarle ma non cava un ragno dal buco. Per di più tutte le pensionanti hanno l’abitudine di chiudersi a chiave dal di dentro, e quindi per forza o è stato uno strano suicidio (le stampelle sono abbandonate in un angolo della stanza con un sottile strato di polvere sopra) oppure è stato un assassinio e la Dottoressa si fidava del suo assassino. Peraltro non aveva altri buoni rapporti, tranne con la signorina Entwistle.

La sera prima della tragedia, prima che arrivasse la Dott.ssa Carter, la vittima e la signora Mulvaney avrebbero dovuto parlare di qualcosa di importante: questo perchè i rapporti tra le due donne (La saffron era la tesoriera del Club, la Mulvaney la presidentessa) erano quasi inesistenti, e pertanto un incontro a quattr’occhi nella camera di una delel due presupponeva che ci fosse qualcosa di estremamente importante di cui parlare.

La Mulvaney era andata poi a consultare un’agenzia che si occupava di rendicontare i conti del Club, e si saprà perchè era stato trovato un ammanco importante. La Signora Mulvaney  appena arrivata esprime il desiderio di parlarne, libro di esercizio alla mano, all’ispettore Boot quanto prima, ma nella notte, nonostante un poliziotto a guardia dell’entrata, si odono dei passi per le scale.

La signorina Entwistle, che ha di tanto in tanto delle premonizioni, collega quei passi nel cuore della notte (ma potrebbero essere anche di gente che va al bagno, anche se tutti negano di esservi andate) a “qualcosa che sta per accadere”, di cui lei ha paura. Lo stesso Rudy li sente, va a verificare, dice di aver visto una figura ammantata di bianco davanti alla porta della signora Mulvaney al quarto piano (lui è sceso dalla soffitta dove hanno la stanza di servizio lui e la moglie), che ne parlerà quanto prima all’ispettore. Fatto sta che la mattina dopo viene trovata morta asfissiata dal gas nella sua camera proprio la signora Mulvaney, dopo essere stata tramortita con un oggetto contundente. Un secondo assassinio. L’ispettore Boot vede sempre più rosso, tanto più che quell’ambiente di donne saccenti non gli piace: già uno dei romanzi di Gerard Strong alias Constance Hoplinger, dal titolo “Il serpente nero”, ha curiose rassomiglianze col delitto della Safron e poi della Mulvaney; ma poi ha il sospetto che la signorina Entwistle gli nasconda qualcosa, visto che sospetta che abbia fatto in modo che l’ascensore che li stava portando sopra, si bloccasse, permettendo a qualcuno di introdursi furtivamente nella camera della Saffron.

L’ispettore interroga di niovo tutti i presenti, e nel corso della riunione, i due domestici vengono accusati dalal signorina Riddle: Cornelia di furto e Rudy di omicidio, per aver cercato di coprire il reato della moglie. Mentre Deborah si produce in una difesa appassionata della cameriera, l’ispettore vorrebbe parlare con Rudy, perchè l’ipotesi accusatoria è meglio della sua. Ma poi, deve fare dietrofront, quando nell’ascensore viene trovato pugnalato a morte, proprio Rudy.

La sera la signorina Entwistle, rivela all’ispettore la sua ipotesi: cioè che la Saffron si sia suicidata e un assassino abbia ucciso la Mulvaney nello stesso modo, tentando di far apparire le due morti collegate ad uno stesso omicida. Questo ovviamente è in relazione agli alibi. Ma l’ispettore non le crede.

La mattina successiva ripeterà la stessa teoria davanti a tutti quanti, compresi Thurow e l’ispettore, e indicherà l’assassino anche di Mulvaney e di Rudy.

Questo secondo romanzo non riportò il successo del primo, e in sostanza determinò la fine del rapporto letterario tra Richard Wilson Webb e Martha Mott Kelley. Per quale ragione?

Innanzitutto nel romanzo manca una dimensione temporale legata agli omicidi: si sa che accadono di notte, o di mattina, ma il non sapere quando gli eventi si svolgano, in che giorno della settimana, in che periodo dell’anno, anche in quale anno, crea indubbiamente un certo spaesamento.

E poi al lettore vengono taciuti degli indizi: la chiave di cui si appropria la signorina Entwistle non si sa cosa sia, se non che sarebbe alla base delel soluzione del mistero; viene taciuto il fatto che le chiavi delle stanze avevano dei duplicati : come avrebbe fatto l’assassino ad introdursi nella stanza della Mulvaney chiusa a chiave dall’interno, se non avendo una chiave identica e operando e trafficando dall’esterno? E lo stesso modo di introdursi nella camera ha in sè un che di pericoloso: l’assassino avrebbe potuto aprire la porta dall’esterno introducendo la chiave e facendo cadere sulla spessa moquette la chiave dall’interno ma solo se la chiave, dopo aver chiuso, fosse stata lasciata non girata; se invece fosse stata girata, l’assassino avrebbe dovuto, in tempi estremamente veloci girare prima la chiave con una pinzetta, facendosi luce ( e luci non erano state viste ma sentiti solo passi) e poi spingerla, correndo dei rischi enormi.

C’è solo un indizio che viene lasciato là a girare, lanciato all’inizio del romanzo, che non ha rapporti con l’assassinio, ma con la vita privata della Saffron, che determinerà il colpo finale: quello l’avevo inquadrato a dovere, e mi aspettavo che prima o poi venissa lanciata la bomba.

C’è una falsa pista anche piuttosto evidente: dalla piantina si nota il bagno indicato da una X, e Deborah si appropria di una chiave. Perchè non pensare che l’assassino si sia nascosto dentro e poi sia uscito al momento opportuno?

Quindi in sostanza il romanzo non è affatto male: è un mystery più classico che mai, con una soluzione anche piuttosto centrata, e l’inquadramento dell’assassino funziona sulla base che agendo in maniera tale che le due morti nelle stanze venissero prodotte da una stessa mano, per una delle due aveva un alibi di ferro e come tale per entrambe; e l’attribuzione del suicidio alla prima morte è spiegata sulla base della piantina (lo shut-off cock, è la manopola di stop del gas che è vicino al letto).

Tuttavia le caratteristiche più interessanti del romanzo sono: la vena misogina dell’ispettore Boot che si trova a fronteggiare varie donne e soprattutto una che gli è profondamente antipatica non solo, ma che anche ha la soluzione che manca a lui; i continui battibecchi tra lui e le donne; il fatto che l’ispettore di polizia sia un imbranato e presuntuoso colossale, che opera assieme ad un giornalista, Dunn, che lo appoggia dall’esterno. Ma soprattutto le critiche stilistiche di Quentin Patrick a Van Dine.

Come afferma giustamente Boncompagni in un suo scritto di trentatre anni fa : “…. Chi non ricorda gli aridi resoconti, precisi sino all’ossessione e rigidamente asettici, dei romanzi di Freeman? Ma quale modo migliore, del tutto privo di sussulti, per introdurre i lunghi e snervanti esperimenti da laboratorio con i quali il dr. Thorndyke conclude i suoi casi? E gli smisurati, sublimemente irredimibili o grandiosamente gratuiti interrogatori ai sospetti che percorrono capitolo dopo capitolo, con la stessa grave lentezza, i romanzi di Rhode o di Connington? Come non vedere in questo culto della parola neutra, in questa ipertrofìa dell’osservazione distaccata, in questa pratica ossessiva dell’interrogazione inquisitoria, con tanto di bilancio provvisorio ogni sette od otto capitoli, la cifra rivelatrice di un preciso modo di concepire il giallo, quello a cui pensava anche Van Dine quando, nella terza delle sue venti regole, osservava ironicamente che lo scopo di un romanzo poliziesco è «di condurre un criminale davanti alla giustizia, non due innamorati all’altare?» Ebbene, la scommessa di Peter Duluth, già dal primo romanzo che lo vede protagonista, Manicomio (Puzzle for Fools, 1936), si impegna proprio sull’esatto contrario rispetto alla convinzione di Van Dine secondo la quale indagine e psicologia farebbero a pugni“. In sostanza si afferma che l’indagine per indizi può servirsi di quella psicologica, per riuscire a risolvere l’arcano. E qui, è proprio il modo di affrontare la situazione della signorina Entwistle, che le consente di risolvere il problema: lei che viene a capo della situazione sulla base dell’inquadramento psicologico dell’assassino (poi esplicitato da esso stesso) e sulle circostanze per cui, solo lui, avrebbe avuto il maggior vantaggio possibile se la seconda morte fosse stata sovrepposta alla prima, è il detective; mentre l’ispettore Boot, che non va avanti perchè si basa su indizi che non riesce a trovare e pensa che gli siano stati sottratti, è l’elemento sconfitto.

Per di più Quentin, apposta, quando introduce un brano dall’ipotetico romanzo di Hoplinger, “Il serpente nero”, in cui il detective effeminato è un’enciclopedia vivente, ama le camicie viola e fuma sigarette sudanesi, elabora teorie accusatorie solo nutrendosi di cozze e succo di pompelmo, tiene conferenze sulle odi saffiche e sul simbolismo di Picasso, e ha un amico procuratore, evidentemente fa il verso a Philo Vance, irridendolo.
Pietro De Palma

Quentin Patrick : Delitto al club delle donne (Murder at the Women ‘s City Club, 1932) – trad. Maria Antonietta Francavilla – Il Giallo Mondadori N.1799 del 1983; I Classici del Giallo Mondadori N.933 del 2002ultima modifica: 2017-08-16T19:22:09+00:00da lo11210scriba
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