Fredric Brown: Uno strano cliente (Death Has Many Doors, 1951) – I Classici del Giallo Mondadori N.932 del 2002

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Fredric Brown: Uno strano cliente (Death Has Many Doors, 1951) – Trad. Livio Cortesi – I Classici del Giallo Mondadori N.932 del 2002 (Pag.219), già Serie Gialla Garzanti, “Le tre scimmiette” N.160 (pag. 171).

 

Fredric Brown, nacque a Cincinnati, il 29 ottobre del 1906, da giovane svolse vari mestieri, lavorando anche in un luna-park (non a caso uno dei suoi romanzi più famosi Gorgo Fatale è proprio ambientato in un tale posto), prima di trovare occupazione come correttore di bozze, dopo essersi iscritto all’università senza tuttavia laurearsi. Pubblicò aluni racconti su alcune riviste pulp e nel 1947 tentò la carta del romanzo, scrivendo The Fabulous Clipjoint, Sangue nel vicolo”: il romanzo, rifiutato da molte case editrici, alla fine fu pubblicato da Dutton, vincendo l’anno dopo l’ambitissimo Premio Edgar Alla Poe, come migliore opera prima. Da allora si dette a pubblicare anche romanzi di Fantascienza (Assurdo Universo, Marziani andate a casa!, etc..).

Morì nel 1972.

E’ stato uno dei più grandi scrittori di  Mystery e Fantascienza: le sue trame sono ricche di trovate, e i finali son sempre di grande fattura. Nel campo dei racconti è stato uno dei più grandi, e sicuramente il più grande scrittore di racconti brevissimi, spesso celanti delle critiche sociali, scritti con stile fulminante, e pur ricco di sfaccettature e con finali inaspettati.

Nel campo del mystery, Brown scrisse parecchi romanzi di cui alcuni con la coppia Ed Hunter e suo zio Ambrose, protagonista del fortunato romanzo di’esordio. The Fabulous Clipjoint,per molti anni considerato un romanzo minore nella bibliografia dell’autore, è stato solo da alcuni anni rivalutato, assurgendo ad uno dei grandi romanzi noir del novecento, e ponendo il suo autore al fianco di altri più celebrati come Jim Thompson, Dashiell Hammett, Ross MacDonald.

Uno strano cliente, Death Has Many Doors, del 1951, è uno di quei romanzi che possono ben inquadrare la multiforme personalità di Brown: narra di una coppia di investigatori, zio e nipote, assunti da una cliente perlomeno strana, Sally Doerr, una stenodattilografa, che, convinta dell’esistenza dei marziani, dichiara che essi, celati sotto mentite spoglie umane, la vogliono uccidere. I due investigatori cercano in ogni modo di dissuaderla nel suo proposito di assumere investigatori, perché, onesti fino in fondo, intuiscono come la ragazza non abbia proprio tutti i venerdì a posto, e quindi non intendono approfittare di lei, né tantomeno vorrebbero che altra gente, come meno scrupoli dei loro, ne approfittasse. Tuttavia, anche solo per tranquillizzarla, Ed Hunter le promette che veglierà su di lei, e che, accompagnandola a casa, le starà vicino. Vincendo un’attrazione più che legittima, visto che la ragazza è molto bella, e ci starebbe se lui passasse la notte a letto con lei (anche perché pensa che sarebbe così maggiormente protetta), e volendo essere il più professionale possibile, Ed si accomoda sul divano, mentre lei, completamente nuda, si accomoda sul letto, con la porta della camera socchiusa, in maniera tale che in qualsiasi momento lui possa accorrere. Fatto sta, che Hunter si addormenta, svegliandosi alle due, quando il trillo del telefono lo sveglia: riponde, ma non ha alcuna risposta. Tuttavia, vedendo ancora la luce accesa in camera di lei, va a vedere, acorgendosi che la ragazza, nuda sul letto, è inspiegabilmente è morta. Ma non vi sono neanche segni sul suo corpo o ferite che possano far pensare ad un omicidio: la ragazza è stata trovata con il braccio in una posizione strana come se stesse prendendo un libro, tra quelli posti vicino al letto, oppure… Per cui, Ed, chiama il suo amico, il Capitano della Omicidi Frank Bassett, con cui ha già collaborato alcune volte, e gli racconta gli avvenimenti. La polizia fa il sopralluogo, il cadavere viene portato via e sottoposto ad autopsia, che rivela, casomai ci fosse ancora qualche sospetto, che la ragazza è morta per un attacco cardiaco: soffriva di cuore e quindi, probabilmente per lo stress derivato dalle sue paure è morta.

Caso chiuso. O meglio, no. Perché Ed qualche sospetto ce l’ha, o meglio vuole togliersi tutti i possibili sassolini, prima di dichiarare finita la faccenda, tanto più che mentre lei moriva lui era nella stanza attigua. Ed è per questo che interroga i parenti: non trova nessun possibile movente che possa stare dietro la morte della ragazza. Lei e la sorella appartengono ad una famiglia di condizioni più che modeste: orfane, son state allevate da gerard ed Eva Stantonin casa vive anche uno zio, un tale Ray Wernecke, che eccede con l’alcool ed i racconti dei marziani: è lui che ha contagiato la nipote, di tali assurde paure.

Il fatto che dormisse nuda, non costituisce alcun possibile motivo per inquisire Ed, tanto più che si scopre, interrogando i familiari, come questa fosse un’abitudine della ragazza. E i genitori ed i parenti, riconoscono come Ed e suo zio si siano comportati più che onestamente nei confronti della ragzza. Quando parrebbe che ci si potesse mettere una pietra sopra, ecco che una misteriosa telefonata, arriva ai due investigatori: la ragazza è stata assassinata. Il misterioso interlocutore si qualifica quale nientepopodimenoche un marziano ,ansioso di dimostrare la perfetta estraneità degli extraterrestri nella vicenda. E fa in modo che i due scoprano, nel loro studio, il loro compenso: una banconota da mille dollari.

A questo punto i due anche sulla base del compenso faraonico, decidono di assumere una eccellente stenodattilografa, Monica Wright, che andrà a coprire il posto lasciato vacante da Sally nell’azienda dove lavorava (e loro le pagheranno la differenza in più sulla sua  busta paga) per scoprire qualcosa lì, parlando con le sue colleghe. E inoltre sia  Ed che suo zio, prima si confronteranno nuovamente con il Capitano della Omicidi, e poi con una serie di persone, anche dell’entourage lavorativo e familiare della stessa. In particolare Ed, conoscerà la sorella di Sally, Dorothy, una ragazza bellissima di cui Ed si innamorerà, ricambiato. La cosa strana che poi accade è che anche questa ragazza è fissata che possa morire come la sorella, e che chi l’ha ucciso potrebbe riprovarci con lei. A questo punto i due investigatori, discutono tra loro: Ed vorrebbe non occuparsi della faccenda, ma lo zio lo convince invece ad occuparsene, anche per, nel caso assurdo che le paure fossero fondate, evitare che un altro omicidio possa ripetersi. E’ per questo che Ambrose convince il nipote a partire con Dorothy, e a passare la notte con lei in una località segreta, non rivelando a nessuno dove stiano. Nonostante ciò, di notte, mentre Dorothy e Ed, nudi, fanno il bagno nel lago, lei muore.

Non c’è nessuno, al di là di lui: e che non ci fosse nessun altro vicino, lo attestano gli Auslander, una famiglia che vive in una casa sul lago, che hanno assistito alla scena, salvato Ed e giurato alla polizia come lui non possa c’entrare nulla nella morte della ragazza. Tuttavia non raccontano, per decenza e per non arrecargli danno, che anche lui fosse nudo, e quando ritrovano la ragazza, hanno premura nel bagnare dei suoi capi nell’acqua del lago e metterglieli addosso in modo che nessuno possa immaginare che entrambi fossero nudi.

Anche questa volta, per assurda che possa sembrare la faccenda, parrebbe che la ragazza sia morta di cause naturali, di un incidente. E anche questa volta, gli Stanton e Wernecke, distrutti dalle situazioni avverse, non imputano nulla ad Ed per la morte della ragazza.

Tuttavia Ed e lo zio investigano, e non si arrendono davanti alle spiegazioni più semplici. E nonostante che i tipi che li attorniano sembrino inoffensivi, tra di loro scopriranno l’assassino, perché di assassino si tratta, un assassino subdolo che uccide utilizzando conoscenze scientifiche di prim’ordine: Ed lo scoprirà dopo aver finanche pensato che questi si sia calato da qualche balcone soprastante e sia potuto entrare dalla finestra aperta; ma scartata questa possibilità dopo una serie articolata di congetture, individuerà l’arma (derivata dalla lampada di Leyda) ed il movente più antico del mondo: i soldi. Ma, come, se le due sorelle erano di condizione modesta, e l’università a Dorothy la pagavano i due genitori adottivi? Il fatto è che le cose non sono mai come sembrano. E lo dimostra il finale, un finale assolutamente inaspettato, sulla scia dei tanti ideati da Brown.

Il romanzo, è tra l’altro scritto con uno stile che avvince e molto molto affascinante: leggero e vaporoso, il romanzo si potrebbe dire sia a metà tra un mystery ed un hard-boiled, se non un mystery movimentato. Ciò nonostante, è scritto con grande intelligenza e si impone per due delitti impossibili. Il bello è che, diversamente da quanto accada normalmente, l’impossibilità dei due delitti è solo ipotizzata per tutto il romanzo e confermata solo nelle pagine finali, laddove viene spiegata alla luce dell’individuazione dell’arma (che avrebbe fatto la felicità di John Rhode) e del movente. Che a sua volta, come le due armi usate per uccidere le due ragazze, riconduce all’atmosfera da guerra fredda che si respirava negli anni in cui Fredric Brown consegnava al suo pubblico i suoi lavori migliori, alle armi segrete e non, usate in quegli anni.

Infine, a suggellare la grandezza di questo romanzo, è il fatto che anch’esso come altri di cui abbiamo parlato e parleremo, è stato scelto tra molti esempi di eccellenti Camere Chiuse, nell’ambito della lista proposta nel  2007  da Roland Lacourbe.

 

Pietro  De Palma

 

Fredric Brown: Uno strano cliente (Death Has Many Doors, 1951) – I Classici del Giallo Mondadori N.932 del 2002ultima modifica: 2011-09-23T21:00:00+00:00da lo11210scriba
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