Qualche rigo in ricordo di Sergio Altieri

Non ho mai conosciuto Altieri, di persona intendo. E come gusti letterari eravamo molto distanti.

Avevo letto anni fa la trilogia Magdeburg, un po’ per volerlo conoscere – perchè non mi va di criticare solo perchè lo fanno gli altri – e francamente non mi era piaciuta. Sarà che oramai il mondo medievale lo accetto solo o in saggistica – che deve essere rigorosamente documentata – o in romanzi polizieschi storici, in cui però la lotta, gli intrighi, il costume devono passare in second’ordine o comunque muoversi sullo sfondo del delitto, la visione apocalittica molto nera di Altieri non mi era piaciuta. Punti di vista, certo. Però era un grande scrittore, e questo è innegabile. Direi il più grande scrittore italiano del genere, al limite tra fantasy-fantascienza-poliziesco noir, assieme a Stefano Di Marino.L’ho criticato anche piuttosto diffusamente anni fa, ma l’ho sempre ammirato: almeno era uno “con le palle”.

Ieri per caso un’amica, ritrovata dopo anni di indifferenza, Giuseppina La Ciura, una grande lettrice di romanzi polizieschi che una volta traduceva anche, mi scrive e tra le altre cose mi dice “Come saprai(tu sai tutto),è morto Sergio Altieri”.

Non sapevo nulla.

Possibile mi son detto? Vado a vedere. Sì era morto di notte per un malore. Brutto modo di morire, da solo, disperato. Sembra quasi che la sua morte abbia incarnato quello per cui era diventato famoso in Italia: il noir estremo, disperato. Non mi sono unito agli altri che lo piangevano su FB. Ho pensato subito invece di scrivere io qualcosa, per ricordarlo dal mio punto di vista.

La prima volta che ne sentii parlare, fu da Igor Longo. Non mi ricordo il tempo, ma credo che fosse il 2006. C’era stata una riunione di redazione – a quel tempo la redazione dei Gialli c’era, non ora che si dice che esiste e non c’è invece, perchè a differenza di oggi, si doveva discutere di copertine, di romanzi, c’era chi scriveva il taglio di introduzione al romanzo in copertina, perchè di romanzi ce n’erano sei o otto che uscivano non ricordo, non due come oggi, più l’apocrifo – e mi ricordo benissimo che Igor mi scrisse e mi raccontò com’era andata: si era presentato e aveva cominciato ad esporre la sua linea editoriale, e aveva rinforzato il tutto con espressioni americane. Igor era molto eccitato, me lo ricordo: da come Altieri aveva esposto il programma, il Giallo avrebbe incontrato un boom: ne parlava come un nuovo Messia. E io in quell’occasione gli dissi chiaramente che secondo me una rivoluzione – quella che lui voleva attuare – avrebbe portato più danni che altro, perchè il bacino lettori dei Gialli Mondadori da sempre è stato un pubblico piuttosto conservatore in quanto a gusti, e come tale le novità sarebbero dovute essere apportate con tatto, non forzatamente.

Ma è anche vero che Igor vedeva in lui una stagione nuova, perchè lo aveva già incontrato, anni prima, durante una presentazione. Altieri da quello che lessi, non doveva essere molto ben addentrato nel genere di letteratura che perorava Igor (e il sottoscritto ovviamente), però l’intervento di Igor era stato molto ben accettato. Perchè Altieri era democratico. E anche perchè era curioso. Voleva conoscere quello che non conosceva. In quello eravamo simili.

Quello che poi accade col tempo mi dette ragione, ma è altrettato indubbio che Altieri aveva dalla sua una grande forza editoriale: era scrittore, era famoso, era stato sceneggiatore. Essere per lui editor era una nuova esperienza, ma non è che ne avesse bisogno per essere famoso: lo era di già. Per cui le sue scelte erano sempre autoritarie. Solo che l’autoritarietà non era un mezzo imposto con la forza, ma discendeva dal suo stesso essere carismatico: si accettava le sue volontà perchè era Altieri. E molti avevano fiducia in lui.

Debbo riconoscere – ma l’ho sempre detto altrove e anche nei miei blog – però che la sua visionarietà, il suo volere forzare la monotonia della situazione, il suo vento di rivoluzione, se ebbe risultati disastrosi sulle vendite – due collane da lui varate finirono nella polvere e tutti i romanzi acquistati all’epoca finirono per essere rtiversati sul Giallo Mondadori snaturandolo – peraltro ebbe risultati straordinari per quanto riguardava la volontà di apparire tramite i nuovi mezzi tecnologici su internet, di varare una piattaforma in cui il Giallo fosse visibile finalmente, con spazi in cui i lettosi si confrontassero e così facendo anche facessero pubblicità alle testate. 

Nacque così il Blog del Giallo Mondadori, che fu una invenzione di Altieri. 

Eppure, io che mi aspettavo di leggere qualcosa, proprio sul Blog del Giallo, ieri, su Altieri non ho trovato nulla: è diventato veramente un camposanto quel blog! Sapete dove è stato postato il ricordo? Sul Blog di Segretissimo:tra gli altri mi è piaciuto molto il post di Stefano Di Marino. Un altro che mi piacerebbe conoscere.

Eppure un tempo non lo era: come non ricordare quando nel giugno 2008, quando per la prima volta la piattaforma divenne visibile, la volontà di confrontarsi, di parlare (e sparlare) ma sempre e comunque avendo nel cuore le pubblicazioni del grande Arnoldo, mai dimenticato fondatore. Mi ricordo quando cominciammo a confrontarci, con post di fuoco, noi, quelli che peroravano il mystery e loro, quelli che volevano un sempre più presente poliziesco al’italiana e noir: soprattutto da una parte Io che divenni il portabandiera del gruppo (tutta gente incazzata: Giuseppina, Alberto detto Killer mantovano, e altri, tra cui anche Fabio Lotti, che però cercava di mediare, appoggiandomi però) e dall’altra Stefano Di Marino (Il Professionista) e un’altra serie di tipi tra cui un Kurt Dehn che non so ancora chi fosse (pensai finanche Altieri). C’era anche uno che si faceva chiamare Quiller (Killer?) e che io per un certo tempo pensai pure che fosse Igor (ma a torto).

Ce ne davamo di santa ragione e ci divertivamo. Io pungevo e poi mi ritraevo. Mi ricordo una volta che misi una serie di punti esclamativi. E quelli, Di Marino a dirne di tutti i colori, perchè li stavo prendendo per il c… Io facevo l’offeso, facevo finta di scendere dalle nuvole, ma in realtà gongolavo. Perchè si accendeva un altro fuoco. E dai altri a menare benzina! Che tempi! Tutti volevamo dare il nostro contributo perchè il Giallo fosse sghettizzato in Italia e diventasse qualcosa di importante. Poi col tempo io mi sono moderato: io che gli hard boiled li usavo come tirassegno per le freccette un altro e poco, ora li leggo. Fu proprio quell’arena a darmi la forza di farlo. Perchè non mi andava di lanciare pietre contro Di Marino e contro Altieri  senza aver letto qualcosa di loro, capire perchè si comportassero in quel modo. Così poi ho letto Altieri, ho letto Di Marino, ho letto Nerozzi. Mi ricordo quelli che cercavano di mediare (Lotti che non sento neanche più, peccato! E che un tempo stavano sul Blog), e quelli che stavano nel mezzo, “i democristiani” del blog: Luca Conti (che democristiano non lo è stato mai!) per esempio, che da una posizione vicino a Di Marino, si spostò sempre più al centro, allontanandosi atarassicamente dalla lotta.

Quelli erano i tempi di Altieri.

Io non l’ho mai conosciuto personalmente, ma i rapporti – mediati da Dario Geraci – erano rispettosi l’uno nei confronti dell’altro. Pur sapendo che avversavo la sua linea editoriale, MAI dico MAI Sergio Altieri per partito preso mi rigettò gli articoli che scrivevo , articoli “di critica”, su grandi autori, che dovevano rappresentare un motivo di riflessione, di critica buona. Non è un caso che da allora, io non abbia più scritto collaborazioni per il Giallo Mondadori (salvo qualcosa all’inizio di Forte).

Era una persona democratica, che rispettava l’avversario quando anche non ne accettava i presupposti.

Per questo lo rispettavo.

Non ti ho mai conosciuto personalmente Sergio. Non ci siano mai neanche contattati telefonicamente o per iscritto. Ma un ricordo per come ti ho conosciuto ho voluto comunque scriverlo. Perchè nel bene o nel male hai rappresentato comunque un trascorso per alcuni di noi.

Mi dispiace che tu sia morto.

Ma mi dispiace ancor di più che tu sia morto da solo, senza nessuno vicino.

Spero solo che tu non abbia capito che stavi morendo.

Una morte così non l’augurerei a nessuno, neanche al peggior nemico.

E tu non lo eri certamente. 


P. De Palma

P.S.

Un articolo bellissimo, un commiato, è quello a firma  Roberto Casalini sul sito WIRED :

 https://www.wired.it/attualita/media/2017/06/17/mio-amico-alan-d-altieri/



Qualche rigo in ricordo di Sergio Altieriultima modifica: 2017-06-18T11:54:03+00:00da lo11210scriba
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