E.B.Ronald : Morte per procura (Death by Proxy, 1956) – trad. Ignazio Pulcinelli – I Gialli del Secolo, N°275, del 23 giugno 1957

ronald 001Il diretto antagonista del Mystery classico è stato, fin quasi dall’origine, l’Hardboiled americano: nato nel gangsterismo degli anni ’20, arrivò al suo massimo splendore negli anni ’30 , 40 e ’50 , per poi scomparire e riapparire negli anni successivi.

Il suo splendore e la sua caduta furono, a pare mio dovuti, al ripetersi di clichè affermati: il detective privato duro, con atteggiamenti da macho, che non a che fare con moglie e bambini, che usa i cazzotti contro chi lo ostacola e la pistola contro i criminali, che beve solo whisky e caffè nero, che mangia solo uova fritte o cibo da strada, perennemente al verde, talora ex poliziotto, che lotta contro il marcio delle metropoli;  la donna fatale e quella perfida; poliziotti corrrotti, il nemico implacabile, atmosfere fumose se non prevalentemente notturne.

Variati, ma comunque presenti, se caratterizzavano in un certo senso l’Hardboiled dal Mystery, alla fine ne decretarono la fine o almeno l’appannamento, per una certa ripetitività che era figlia del loro stesso affermarsi: un romanzo harboiled in sostanza non variava mai. Un certo rimescolamento di carte lo dette Mickey Spillane, che pur mantenendo invariato lo schema classico, inserì come fattori anche il sesso e un’azione sostenuta, cosa che gli arrise un successo esplosivo per l’epoca, anche negli anni successivi . Tuttavia ad un certo punto anche questo fattore, copiato innumerevoli volte, sancì la fine dell’esperimento. Perché oltre a quello che si voleva leggere nei romanzi con Mike Hammer (le donne quando apparivano erano sempre a letto perché la loro esistenza serviva solo ad appagare il desiderio sessuale), di altro ce n’era poco. E dopo un po’ stancava (io con estrema fatica sono riuscito a leggere qualche altro romanzo dopo  I, the Jury e My Gun is Quick ).  Negli anni ‘sessanta l’hardboiled si trasformò in una specie di poliziesco sociale: dal crimine radicato di Jim Thompson, alla narrativa di Ed McBain, si passò ai romanzi degli anni settanta e ottanta di Crumley ed  Elmore, fino a quelli di Lansdale, Bazell, Ellroy e Woodrell dei giorni nostri. Il romanzo hardboiled è anche chiamato pulp. Si può dire che il genere western sia cinematografico che letterario, sia nato da una sua costola: troviamo guarda caso anche qui clichè simili (vedete Johnny Guitar di Nicholas Ray, e poi non ditemi che il pistolero Johnny che beve caffè nero e fuma, e mangia le uova fritte che Vienna gli fa, e che combatte i cattivi dalla facciata buona, e soprattutto la malvagia Emma, invidiosa di Vienna di cui si era invaghito l’uomo da lei amato, il bandito Dancin’ Kid, non sia parente stretto di Marlowe o di Sam Spade) : non a caso i grandi autori di romanzi Hard boiled sono (stati) anche grandi autori di Western: Elmore e Gischler, per esempio.johnny_guitar3

Orbene, quando si parla di Hardboiled, si parla di America. Ma… di Hardboiled inglese avete mai sentito parlare? Sarebbe un controsenso, vista l’immagine dell’Inghilterra regalataci da tanti autori Mystery. Eppure…

Un romanzo, vorrei dire uno dei pochi romanzi, uno dei pochissimi romanzi che hanno interpretato e applicato le atmosfere delle metropoli americane a quelle londinesi, è quello che presento oggi: Death by Proxy, di E.B. Ronald. Un nominativo assolutamente sconosciuto ai più, ma lo era anche al sottoscritto.Ronald

Un primo indizio sullo pseudonimo (se non si trovano notizie, deve essere per forza pseudonimo), lo trovai in A Dictionary of Literary Pseudonyms in the English Language di T.J. Carty: E.B.Ronald (Death by Proxy, Cat and Fiddle Murders), fu lo pseudonimo con cui firmò alcuni romanzi Ronald Ernest Barker, editore britannico, romanziere , anche di polizieschi, nato nel 1920 e morto nel 1976.

Altre e fondamentali notizie le ho tratte dal blog americano del mio amico John Norris. Infatti, solo nei risvolti o in appendice ai romanzi in lingua originale, si possono trovare notizie biografiche originali non presenti altrove, soprattutto per quanto attenga agli scrittori poco conosciuti. Recensendo altro romanzo dello stesso autore, veniva descritto come di nascita scozzese ma vita inglese. Al tempo della pubblicazione dell’unico mystery da lui scritto, era a capo dell’associazione degli editori britannici. Con lo pseudonimo di E.B. Ronald, firmò alcuni romanzi di atmosfere hardboiled, trasferendo i clichè americani a quelli britannici, tra cui appunto Death by Proxy.

Altri dettagli si trovano altrove. Per esempio che alla metà degli anni ’50, scrisse un libro sull’industria del libro, commissionatogli dall’UNESCO: A Study of International Book Trade. Altri ancora sulla pubblicazione “Who Was Who”.

Rupert Bradley, un investigatore privato londinese, perennemente al verde, è contattato da Veronica Hedley, per rintracciare il marito Philip, scomparso da alcuni giorni. Non si è rivolta alla polizia perché sospetta che l’assenza possa essere dovuta a motivi non puliti, giacchè il marito negli ultimi tempi portava a casa forti somme di denaro, incompatibili con le sue mansioni professionali di consulente commerciale. Veronica è la sorella di William Carmichael, industriale del cordame (soprattutto marittimo), che ha i magazzini al porto sul fiume Tamigi. I cui uffici occupano il primo piano del palazzo dove ha lo studio Philip. L’unica che forse avrebbe potuto sapere qualcosa di più, è Miss White, la segretaria privata di Philip, che però non è la sua amante: è proprio una segretaria, che ignora che fine abbia fatto il suo principale. Tuttavia Rupert non demorde e perciò chiesta la chiave dell’ufficio alla moglie, di notte, penetra negli uffici per cercare prove, finendo per trovare in una stanza, un cadavere caldo caldo, legato ad una sedia, sparato alla nuca, cosa che gli ha deformato i lineamenti facciali, e con le punte delle dita bruciate dalla fiamma di una candela (torturato?).

La moglie, che aveva precedentemente ritirato l’incarico a Rupert affermando che il marito si era messo in contato con lei (ma l’investigatore pensava che stesse mentendo), riconosce il marito all’obitorio.

Da qui comincia l’indagine serrata Rupert, che contando sull’amicizia di Marshall, un’Ispettore di Polizia, riesce a svolgere un’indagine a contatto con la polizia, che lo porterà prima a conoscere coloro i cui nominativi erano stati trovati tra gli appunti di Philip (persone che lo temevano per cose esterne ai loro rapporti commerciali, oppure lo conoscevano solo professionalmente), poi Peggy Hedley, la bella sorella di Philip che s’invaghisce di lui (ricambiata…poco), poi a transitare per il Belvedere Arms, un locale notturno, dove un capocameriere “John” lo indirizzerà, tramite una falsa cabina telefonica, che ha una porta segreta nel suo fondo che si apre a scatto, ad un’ala del palazzo, destinata a bordello, e in cui vi sono camere in cui microfoni e macchine da presa, filmano le rivelazioni e gli atteggiamenti intimi di facoltosi clienti che poi vengono ricattati. Al terzo piano del palazzo, accederà ad una camera da letto con vestiario da donna e da uomo, che identificherà in quella di Carmichael, l’industriale cognato di Philip e fratello di Veronica. Carmichael dalla doppia vita: industriale di cordame e tenutario di bordelli, in cui probabilmente si spaccia e si fuma hashish e canapa indiana, di cui Rupert ha sentito il profumo salendo nel bordello.

Indagando sulla vita di Carmichael, anche recandosi presso l’abitazione sua ed interrogando la moglie Carole, arriverà al magazzino, scoprendo un traffico di canapa indiana e venendo salvato da morte certa da un agente assicurativo, tale Radcliff, che opera sulla base di una polizza vita accesa poco tempo della scomparsa e morte di Philip. Tuttavia Rupert pensa che Philip non sia affatto morto, e lo testimonierà il corpo ripescato nel fiume, questa volta davvero di Philip.

In un finale convulso in cui il finto architetto di tutto morirà apparentemente suicida, ma in realtà costretto ad uccidersi, sostituendo una innocua pillola per la gastrite con una contenente cianuro, il vero assassino preferirà uccidersi non prima che sia stata rivelatala vera identità del cadavere senza nome.

Un hardboiled strano, che mischia clichè consolidati (detective squattrinato, duro ma sensibile alle donne, coinvolto in scazzottate e pestaggi, una dieta a base solo di Whisky e uova e patate fritte, la frequentazione di sordidi ambienti) ad alcuni meno (ambientazione in strade note del centro londinese, bordelli con frequentazioni altolocate, traffico internazionale di hashish sulla base di contatti ereditati da militari britannici di stanza in Africa Settentrionale), in un insieme nient’affatto scontato, che forse talora fa sorridere, ma per nulla annoiare. Il ritmo è scorrevole, anche mutuato dal montaggio estremo della traduzione parecchio tagliata, che se perde molto in atmosfera e in dialoghi, finisce però per donare un ritmo incalzante, talora anche confusionario, in quanto deve necessariamente talora più che riportare la prosa originale, un sunto articolato. Nonostante si perda molto del “parlato”, tuttavia i pochi dialoghi ci consegnano un detective, che pur mutuando clichè consolidati da ambiti già storicizzati, di marca hammettiana e chandleriana (in The Cat and Fiddle Murders parla di un traffico di diamanti, ma pietre preziose si trovano per esempio associate a Il Falcone maltese di Dashiell Hammett; in Death by Proxy, il traffico è di stupefacenti e il ricatto tramite prostitute compiacenti, e in Chandler si trovano sia ricatti, che traffici, che prostitute e bordelli), parla come parlerebbe un inglese e non il classico Philip Marlowe, nonostante Rupert si affretti a dichiarare alcune volte che egli ha vissuto  in America ed un certo accento americano dell’Alabama, gli è rimasto addosso, connotazione da falso yankee di cui si serve per le sue indagini.

Il finale non è per nulla scontato ed anzi ci consegna un  assassino diabolico, senza alcun freno inibitorio, assolutamente amorale, che a me ha ricordato un altro romanzo di Chandler, Farewell, My Lovely, anche per la fine che fa l’assassino. Questo tipo di assassino, dico il suo genere, è molto presente nei romanzi di Chandler: basta leggere oltre che Addio mia amata (Farewell, My Lovely), anche La signora nel lago (The Lady in the Lake)  e Il lungo addio (The Long Good-bye) per capire cosa voglia io dire.

Pietro De Palma

E.B.Ronald : Morte per procura (Death by Proxy, 1956) – trad. Ignazio Pulcinelli – I Gialli del Secolo, N°275, del 23 giugno 1957ultima modifica: 2016-09-18T18:38:44+00:00da lo11210scriba
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