I GRANDI GIALLI PAGOTTO: una serie leggendaria

La prima volta che sentii parlare della collana I Grandi Gialli Pagotto, fu da Igor Longo.

Mi parlò di questa collana dei primissimi anni ’50 (poi ho scoperto che cominciò alla fine degli anni ’40) in termini assolutamente entusiastici, e non per le traduzioni, oneste ma non credo sempre integrali al 100%, ma per i termini della proposta: infatti, diversamente da tutta la produzione conseguente e successiva a quella Mondadori de I Libri Gialli – che sancì il successo straordinario del genere poliziesco in Italia – imperniata quasi esclusivamente sulla produzione anglo-sassone (autori provenienti dal Commonwealth e dagli Stati Uniti d’America), la collana de I Grandi Gialli Pagotto si appuntava a sua volta, quasi esclusivamente, sulla produzione di classici francesi, concentrandosi soprattutto su opere di Stanislas-André Steeman, e proponendo, in seconda battuta, opere di altri autori.

Molti ancor oggi non sanno di cosa si tratti. Più volte ho cercato di allertare amici miei collezionisti che saltuariamente per scambi hanno avuto tra le mani libri gialli dei tempi passati, ma in rare occasioni sono riuscito a venirne in possesso. Mi ricordo che anni fa Stefano Serafini, a Natale se ben ricordo, me ne regalò uno proprio di Steeman, La maschera rossa (Le lévries bleu, 1934).

Perché proprio su Steeman si appuntò la proposizione massima di Pagotto? Perché l’autore belga era il più famoso in Italia assieme a Simenon, in quel tempo. Ora, se si dovesse chiedere a qualche lettore il nominativo di un famoso scrittore belga di polizieschi, sicuramente direbbe Simenon; eppure ci fu anche Steeman, la cui influenza, per il Mystery propriamente detto, forse fu superiore a quella di Simenon. Di Steeman, la pubblicazione e la proposizione di sue opere in Italia, era stata massiva soprattutto durante gli anni ’30 e ’40, per cui è chiaro che gran parte delle opere proposte dalla collana Pagotto, era stata già precedentemente proposta da altre case editrici con altri titoli. A questo proposito il lettore potrà farsi un’idea, consultando il database proposto nella scheda dedicata a Steeman, dal sito Genovalibri:

http://www.genovalibri.it/steeman/index.htm

Questo pone un serio problema al collezionista: infatti, volta per volta, per non incappare in doppioni, pur di case editrici diverse, dovrebbe segnarsi i romanzi in possesso e quelli ancora mancanti, tenuto conto anche che nel passato, escluse le pubblicazioni de I Libri Gialli Mondadori (tutti volumi rilegati e sovra-copertinati, e la maggior parte, sino al primissimo inizio anni ’40, con copertina rigida, e quindi tutti di un certo costo per i tempi di allora) e quelle dell’Editrice Ariete, e quelle di pochissime altre (ma proprio sulle dita di una mano), le restanti proponevano in larga parte, traduzioni spesso accorciate, quando non addirittura riassunti. Anche per questo è da apprezzare la collana de I Gradi Gialli, le cui traduzioni erano per l’epoca molto buone (sono facilmente leggibili ancor oggi).

Su un tallone costituito quindi da romanzi già pubblicati da altre collane, vennero proposti da Pagotto, per la prima volta, altri Steeman inediti (non tutti: infatti i primi quattro della sua produzione sono tuttora inediti in Italia!):  come non ricordare La casa del mistero  (Peril,1930); o Il demonio di Sainte-Croix (Le dèmon de Sainte-Croix, 1932), un autentico capolavoro, e uno dei primi romanzi fondamentali sui serial killer ?

E furbescamente, affiancandoli agli Steeman, autore già collaudato, vennero proposti romanzi di altri autori, alcuni conosciuti (Jacques Decrest, Pierre Boileau o Pierre Very), altri meno (Valentin Maldestamm, Pierre McOrlan, Geo Duvic), o in un caso, addirittura sconosciuti (Charles Ashton).

La collana terminò  con una riedizione de La casa del mistero, di Steeman, nel 1952. Da allora l’oblio calò su questa collana e sui pezzi pregiati che aveva proposto. Basti pensare che a tutt’oggi, le opere proposte di Boileau, Ashton, McOrlan, Very , Duvic, sono le uniche ad esser state tradotte in Italia.

Mi ricordo di quando, sulla scorta di quello che mi aveva detto Igor, cercai di allertare la Sig.ra Tecla Dozio, proprietaria al tempo de “La Libreria del Giallo” di Milano, casomai le fossero capitati dei romanzi, e lei mi rispose che aveva già una cliente affezionata che glieli acquistava ad occhi chiusi.

Già.

Da allora devo dire che qualche colpo l’ho messo a segno anch’io, aiutato da un amico a cui in passato erano passati sotto gli occhi dei numeri, e quindi mi sono assicurato alcuni pezzi pregiati di Steeman (soprattutto Sainte-Croix ma anche altri), Boileau (Il quadro maledetto, e altri), Very (Il testamento diabolico), McOrlan (Il baule infernale), Geo Duvic (Lo spettro della morta). Sono stato sul punto di acquistare tempo fa dei Decrest, ma mi sono sfuggiti, e non credo avrò più l’occasione di beccarli a meno che non si attivi qualche amico.

L’unico rimpianto è che, approntando questa collezione, nessuno pensò a pubblicare opere di Vindry, Lanteaume, o Letailleur o altri più rari ancora.

Oggi come oggi, che si possa pubblicare un’opera di un francese, dell’età dell’oro, è solo un’illusione.  

Pietro De Palma                                                                    

I GRANDI GIALLI PAGOTTO: una serie leggendariaultima modifica: 2016-05-13T10:08:20+00:00da lo11210scriba
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento