I Racconti di Padre Brown: “La forma errata” ( sesto episodio). Con: Renato Rascel, Arnoldo Foà, Mario Piave – RAI, 1970

Tempo fa introdussi il cofanetto coi 2 DVD dell’edizione RAI de I Racconti di Padre Brown, di Vittorio Cottafavi, con protagonista delle sei puntate Renato Rascel. E accennai adalcuni dei racconti sceneggiati, senza però dilungarmi. Oggi invece, avendo analizzato The Wrong Shape, ed essendo tale racconto stato sceneggiato all’epoca, nella serie interpretata da Renato Rascel, ne parlo più diffusamente.

padre brown 001Innazitutto la versione RAI comincia di botto con un pranzo, una situazione del tutto inventata, che nel racconto non esiste, però da modo ai personaggi di essere presentati: così troviamo Leonard Quinton , la moglie Ann Atkinson, il dottor Harris, il santone indiano, il cognato di Quinton cioè Richard Atkinson, Padre Brown e Flambeau.  I sette convitati discorrono sul più e sul meno, ma più si tenta si riscaldare la conversazione, più essa viene gelata dalle battute taglienti della moglie di Quinton. Padre Brown ed il suo amico capiscono che nel menage familare c’è qualcosa che non va: Quinton sembra perso nelle sue elucubrazioni mentali circa paradisi artificiali, miracoli indù  e massime indiane, mentre la moglie non fa che mettere in ridicolo tali pratiche.  Ma altre cose non vanno in quell’ambiente: c’è il fratello della moglie di Quinton, Richard, che cerca di spillare continuamente quattrini e non è molto sopportato dal dottor Harris, un individuo ateo, che non sopporta neanche il santone. Il guru, che sembra interessato a sua volta a trarre beneficio dalla situazione, è a sua volta non molto tollerato dallo stesso Padre Brown.

vlcsnap-2016-04-25-21h46m28s420Dal racconto e dal suo andamento, lo sceneggiato si differenzia in tanti piccoli particolari:

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innanzitutto il pugnale che poi sarà trovato nel petto di Quinton non viene trovato nel giardino, ma cade da una panoplia appesa accanto alla porta dello studio;vlcsnap-2016-04-25-21h50m34s868

il colloquio ( in cui si parla della forma sbagliata del pugnale e della sua cattiveria) che avviene immediatamente dopo e che nel racconto avviene tra Brown, Flabeau e il dottore, qui invece avviene tra Brown, Flambeau e Quinton;vlcsnap-2016-04-25-21h51m48s580

dopo il colloquio, Padre Brown sosta un attimo nello studio, il che da modo alla cinepresa di fare una zoomata sulla stanza e far vedere come sulla scrivania non vi sia ancora la lettera di suicidio;

il pugnale, che nel racconto viene preso di nascosto dall’assassino, dopo che è stato trovato nel giardino e dopo che i tre hanno conversato sulle sua pretesa aria maligna, in realtà qui viene portato con sé da Quinton nella serra, e quando lui si accomiata da padre Brown e Flambeau, si addormenta col pugnale appoggiato sul petto;vlcsnap-2016-04-25-21h52m42s150

prima vedono la signora Quinton dirigersi verso la casa, e allora il prete commenta “che era molto più bella e molto più giovane” di poco prima, riferendosi al pranzo. Cosa avrà voluto dire? Lo si capirà dopo, quando i due incontreranno il dottor Harris con il quale prima parleranno dello smodato uso che Quinton ha fatto negli anni precedenti dell’oppio, e poi della moglie. Riguardo proprio a lei, Brown commenta: “è una di quelle donne che compiono il loro dovere per dieci anni e poi d’un colpo.. bum.. fanno una cosa sbagliata” che è quasi la stessa frase riportata nel racconto: “E’ una di quelle donne che compiono il loro dovere per vent’anni ; e poi commettono cose terribili”. Dico quasi, perché lì si parla di vent’anni e qui di dieci. Non è una svista però, in quanto c’è un intento preciso a cambiare il significato: nel racconto, venti anni è un dato che sta a significare un tempo lungo, mentre nello sceneggiato “i dieci anni” di cui si parla sono quelli di matrimonio tra i due Quinton, marito e moglie. In questo caso si vuol dire un’altra cosa: che cioè la moglie, dopo dieci anni durante i quali si è comportata irreprensibilmente di colpo..fa una cosa sbagliata. Qual è questa cosa sbagliata? E perché il prete fa questo commento guardando negli occhi il dottore? Perché sospetta che i due abbiano una tresca. Per quello ha detto poco prima che la donna appariva più giovane e più bella di quando era stata appresso e in compagnia del marito; vlcsnap-2016-04-25-21h53m14s669

Inoltre qui la donna va verso la casa senza guardarli in faccia, come se non esistessero i due amici, mentre nel racconto suggerisce al prete di dire al dottore che deve ricordarsi di dare il sedativo: qui non c’è bisogno invece che lo dica, perché il dottore lo sa già.

Ci sono poi degli errori, sempre che lo fossero e non fossero invece degli aiuti allo spettatore attento che potesse misurarsi con la soluzione finale di Brown e magari batterlo nel tempo di risoluzione. Per esempio, quando la porta dello studio viene chiusa, dopo che è stata data una sterlina da Quinton a suo cognato, si nota una cosa bianca sul piano della scrivania: come non pensare che sia proprio il foglio tagliato male che verrà ritrovato dopo? E perché quando si vede il poeta nella serra attraverso il vetro, si vede che sta abbandonato e non si vede alcun pugnale nonostante dovesse essere morto, e poi lo si vede infisso nel petto dello stesso?

Ecco perché dicevo nell’articolo sul racconto che non è poi molto difficile capire chi possa essere stato a sopprimere il poeta; e lo sceneggiato cambiando le carte in tavola, da un grande aiuto.

Però lo sceneggiato mette l’accento anche su un movente sulle spalle della moglie, ovvio ma non citato nel racconto: il poeta è famoso ed è ricco. Alla sua morte chi erediterà? La moglie. Ecco un movente: i soldi. Ma nel racconto non si parla di una presunta infedeltà della moglie, mentre nello sceneggiato sì. Mettiamo che ad uccidere Quinto siano stati i due amanti, o lui solo o lei solo: questo lo si capisce solo dallo sceneggiato, dove nel colloquio tra Brown e la moglie sopra nella sua stanza (nel racconto non esiste) si parla di necessità che nel giorno in cui ci sia stata la dichiarazione del dottore lei sia rimasta anche vedova, Brown allude al fatto che la donna possa essere stata ad uccidere il marito. In questo modo avrebbe ereditato e poi avrebbe potuto sposare il suo dottore. Però anche il colloquio che il prete ha con il fratello della donna sottende alla possibilità che egli possa essere stato l’assassino del cognato, avendo così se non direttamente almeno indirettamente la possibilità di accedere, quando volesse, ad un grosso capitale di soldi senza necessariamente ogni volta andarli ad elemosinare dal cognato.

E la dimostrazione pratica del giochetto con il foglio davanti all’assassino.

Infine se lì l’assassino non viene arrestato, qui lo viene, ma è affidato al reo confesso il consegnarsi nelle mani della giustizia, mentre lì il reo non si consegna nelle mani della giustizia essendosi confessato con lettera affidata al prete, che non può non applicare i doveri canonici sul sacramento della confessione nonostante non avvenga nel segreto del confessionale. E’ come se lì il racconto desse all’assassino la possibilità di redimersi con la sua vita futura, essendosi convertito, e lo assolvesse dall’omicidio (dal punto della giustizia umana) in quanto il rimorso che sempre lo accompagnerà sarà il miglior viatico e la miglior pena che gli si potrà comminare, ed è quindi come se lo affidasse alla giustizia divina. Questa possibilità che lì si da al reo e qui no (perché in Italia non si può ammettere che l’assassino non paghi il fio delle sue azioni: l’azione filosofica di Chesterton si scontra con l’azione giuridica) è in ragione – a me parrebbe, ma potrebbe anche essere una mia analisi distorta – del fatto che lì  la vittima sia ritenuta una persona corrotta, e quindi in certo modo non pura (come a dire che l’assassinio di qualcuno che non è puro non è così grave come quello di qualcuno che invece lo sia) mentre qui, anche uccidendo un debole, si commette un crimine.

E’ da vedere comunque anche però che quando The Wrong Shape fu pubblicato, Chesterton anche se era sulla via della conversione,nel 1910 manteneva ancora una certa anima protestante. Questo potrebbe anche spiegare la mia supposizione sull’eliminazione di un debole a favore di un forte. Una interpretazione hegeliana che è bene dirlo, nel racconto di Chesterton non è riportata.

Per una migliore comprensione della serie sceneggiata in sei episodi, rimando al mio articolo su questo blog di qualche anno fa:

http://lamortesaleggere.myblog.it/2010/12/03/i-racconti-di-padre-brown/

Pietro De Palma

 

I Racconti di Padre Brown: “La forma errata” ( sesto episodio). Con: Renato Rascel, Arnoldo Foà, Mario Piave – RAI, 1970ultima modifica: 2016-04-29T00:38:28+00:00da lo11210scriba
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