CONSIDERAZIONI PERSONALI DI UN LETTORE AFFEZIONATO, COLLEZIONISTA (ANCHE) DI CAMERE CHIUSE

La risposta telegrafica di Franco Forte richiede una mia considerazione non del tutto telegrafica.

Innanzitutto, la risposta che ha dato a me è la stessa che hanno ricevuto altri.  Però mi conferma quel che pensavo: Dazieri  rispondeva al lettore, e ci metteva del suo. La sua invece, che è una risposta del tutto anonima e sfuggente, come se non volesse dire di più di quel che voglia o possa, cercando di non scontentare ma nel tempo stesso non promettendo nulla, rivela come la sua posizione, all’interno della struttura a cui è stato posto a capo, non è tanto sicura, come si credeva (e come ho creduto anch’io).

Quale indizio suffraga questa mia ipotesi? Il fatto che Forte neanche risponda a quella che era una domanda legittima, suffragata da una testimonianza diretta: io faccio riferimento a due romanzi i cui diritti,  a detta dell’autore, erano stati acquisiti da Mondadori, e l’Editor  non ne fa neanche menzione, come se non sapesse nulla, oppure non ne volesse parlare.

Cosa nasconde?

Mah, a me sa tanto che gli Halter, è vero che sono scivolati, ma… tanto! Probabilmente non li vedremo per del tempo, sempre che però li si veda: a buon intenditor poche parole!

Capite cosa sto dicendo?

Mi direte: “di quei due romanzi sono già stati acquistati i diritti!”. Sì è vero, lo ammetto. E d’altronde, felicissimo, in altro tempo lo annunciai io stesso sul Blog! Ma…è anche vero che in altri tempi, le buggerature sono state dietro l’angolo.

Igor mi disse una volta per esempio che a lui avevano chiesto di tradurre un quarto Steeman (questa cosa non la sa nessuno, tranne qualcuno) e della cosa lui aveva la prova, cioè il contratto scritto, di cui avrebbe pure potuto avvalersi (erano i tempi di Sandrone Dazieri. Probabilmente lo Steeman era stato approntato prima, quando c’era Magagnoli, penso io). Ma la ragion di Stato era meglio di qualunque altra cosa: e così, pur di non farsi nemico il nuovo editor, Igor rinunciò al quarto Steeman, che sarebbe stato…Il titolo non lo so proprio, lo sa solo lui.

Tutto finito?

Non credo.

L’anno scorso c’è stata una nuova puntata di questo serial non televisivo ma editoriale: era dato in uscita nella primavera 2015, il secondo saggio di John Curran su Agatha Christie. Lo aspettavamo in molti, e in molti lo avevamo prenotato. Sarebbe dovuto uscire mi pare a marzo, poi fu rimandato a maggio, poi a giugno, poi se ne persero le tracce quando cominciò la campagna estiva degli Oscar Mondadori. Qualcuno pensava (io lo pensavo per esempio) che essendo un Oscar, verosimilmente l’edizione che sarebbe stata approntata, come quella del primo saggio di Curran che era uscito negli Oscar, uscendo in estate sarebbe stata deprezzata. Ma da allora…è scomparsa. Quando ne ho parlato, non so in quale spazio, qualcuno mi ha detto, alla fine del 2015, che il saggio sarebbe dovuto uscire nella primavera del 2016.

Sarà vero? Basterà aspettare e riscontrare se davvero si è trattato di un rimando strategico (ma poi perchè?) oppure dell’ennesima edizione desaparecida.

Staremo a vedere.

E staremo a vedere anche, se davvero i due Halter li vedremo tra un  anno oppure non li vedremo più, oppure se saranno messi in qualche casssetto, in attesa che qualche altro editor, sempre che ce ne saranno altri, li rimetta in circolazione.

Io ho sempre più marcata l’opinione che davvero uno dei consulenti editoriali storici, cioè Igor Longo, di cui non si sente più anima viva, abbia perso influenza presso l’Editor, si sia rintanato in un eremitaggio consapevole. Ci sono delle cose che mi fanno pensare a ciò: delle considerazioni di altre persone che non sono legittimato a diffondere, e alcune mie, in merito proprio alla scomparsa di letteratura francese.

Gli ultimi francesi sono stati i 2 Halter (Settima Ipotesi e Dartmoor) e un Pierre Boileau (Sei delitti

senza assassino), risalenti i primi due all’agosto 2013 e al gennaio 2014 e il Boileau al dicembre 2013. Noto come i tre romanzi uscirono in un lasso di tempo molto breve, gli uni dagli altri: come se era previsto che ne uscissero altri ancora. Quale altra ragione ci sarebbe stata nel far uscire tre romanzi francesi uno dopo l’altro, se non quella di sbarazzarsi di essi e pensare ad altri, se non fossero stati approntati? Se davvero io editore pensassi a rallentare le uscite di un dato autore, del resto molto amato, per alcuni motivi, magari perchè di romanzi non ve ne sono ancora molti, e non li voglio sprecare tutti in una botta, penserei a cadenze più allungate nel tempo; e non, invece, a buttarli nell’arena tutti insieme!

Io sospetto che debba essere accaduto qualcosa.

So per certo che Igor, nel 2008, mi parlò, dopo suoi contatti che aveva avuto in Francia con calibri del tipo di Roland Lacourbe, in merito alla possibilità che lo stesso Lacourbe potesse collaborare col Giallo Mondadori, in qualche iniziativa: allora Igor si sentiva forte, e in una botte di ferro! Poi..deve aver capito che i tempi erano cambiati. Io al suo posto, avendo preso se non proprio degli impegni, almeno essendomi impegnato in qualcosa che non si sarebbe più realizzato, mi sarei eclissato, per non fare una figuraccia. Non so se sia accaduto a Igor. Certo è che Igor Longo, che assicurava a tutti i lettori italiani amanti dei romanzi francesi una assicurazione sulle letture, è scomparso: qualche volta riappare in qualche romanzo tradotto in inglese, ma…non è la stessa cosa. Di traduttori in inglese ce ne sono! Di traduttori in francese no, o almeno molto pochi! Igor è un ottimo traduttore dal francese, che non sappiamo quando riprenderà a tradurre.

L’avete capito che la situazione è nera? No? Beh, allora, leggete tra i righi.

Perchè Forte dice che il 2016 sarà un anno cruciale? Ho come l’impressione che Forte si senta controllato, che la sua gestione sia come “commissariata”: rivendica che il dimezzamento delle uscite e l’aumento di prezzo dovuto alle congiunture editoriali, hanno favorito una certa stabilizzazione e auspica che il GM riprenda forza e dimostri che la formula dal paperback economico ma con autori di qualità e traduzioni curate, è ancora valida, e capace di raccogliere il consenso del pubblico. Per fortuna, i dati del secondo semestre 2015, relativi proprio a questi cambiamenti importanti subiti dalla testata, ci dicono che abbiamo imboccato la strada giusta: le percentuali di rese sono calate, le copie vendute sono più stabili, il conto economico relativo a ciascun fascicolo migliorato sensibilmente.

Hanno scoperto l’acqua calda: è ovvio che diminuendo le uscite, diminuiscano anche le rese, e quindi si  maturi un risparmio! Ma c’era bisogno che ce lo venisse a dire Forte questo? A me sarebbe piaciuto, più che un elenco delle cose che usciranno, a patto che escano, che avesse parlato in maniera chiara, diradando le nubi e non facendole addensare : per esempio quando afferma che i romanzi annunciati usciranno “naturalmente con tutti i cambiamenti che potranno intervenire per esigenze di calendario, e che adesso non è possibile prevedere”.

Ma che vuol dire esigenze di calendario? Voi l’avete capito? Io no.

Due sono i discorsi: o le uscite vengono programmate e allora sono sicure, o è meglio non programmarle, perchè sai già che non sono sicure. Che senso ha dire: uscirà un inedito di… se poi non esce ( e tu sai già che può non uscire)?

La formula dal paperback economico ma con autori di qualità e traduzioni curate, è ancora valida, dice Forte nel suo editoriale.

Anche di questo ci rallegreremmo se fosse realmente vero; invece dobbiamo considerare che molte volte, invece che uscire determinate traduzioni, ne sono uscite delle altre più datate.

Lo so che Forte cerca di far quadrare il cerchio, però da qui a suonar la grancassa ce ne vuole!

Soprattutto Franco Forte si ricordi che quando dice :” Come sempre accontentare tutti è impossibile e dunque si procede cercando almeno di restare in equilibrio sul filo“, afferma innegabilmente una cosa vera. Però, nel momento in cui,  dice che bisogna restare in equilibrio sul filo, ma accontenta solo alcuni, quelli che secondo lui in maggioranza leggono le testate, e quindi fa uscire preferibilmente romanzi di un determinato genere che possano appagarli, non può alla stessa maniera chiedere il sostegno di tutti:  così avrà indubbiamente il sostegno della parte favorita, ma quella che non lo è stata, non credo che sarà soddisfatta alla stessa maniera.

Dott. Forte, senta anche il mio consiglio: non cada negli stessi errori di Altieri. Altieri per contentare la parte che lui credeva vincente (il giallo all’italiana) affossò la collana, lei ora sta accontentando solo alcuni più di altri.

Altieri perse gran parte dei lettori che migrarono altrove e riportarli indietro poi non  fu  facile: vuole ripetere questa esperienza, direttore ?

Se si vuole il sostegno di tutti,bisogna almeno dare  un contentino a tutti.

Alla prossima.

Pietro De Palma 

P.S.

Halter e Doherty sono anche un simbolo di quello che si pubblicava prima e non si pubblica più, roba cui anche si era fatto menzione che potesse uscire o che sarebbe uscita e poi non lo è stato più: Connington, Bardin, Rhode, MacDonald, gli autori giapponesi e francesi che nessuno più pubblica, gli autori minori che hanno scritto però romanzi di grande importanza pubblicati ormai solo da Polilllo, etc etc etc

 

 

 

CONSIDERAZIONI PERSONALI DI UN LETTORE AFFEZIONATO, COLLEZIONISTA (ANCHE) DI CAMERE CHIUSEultima modifica: 2016-04-02T10:42:29+00:00da lo11210scriba
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