La resurrezione de I Bassotti

Data per morta da parecchi, la collana de I Bassotti, dopo circa un anno di assenza dalle librerie, è ritornata giovedì scorso.

Come mi aveva anticipato, un mese fa, il patron della Casa editrice Polillo, Marco Polillo,  la collana sarebbe ritornata nelle librerie nella settimana tra il 12 ed il 19 novembre. Così avevo anticipato su Anobii, e così è stato: il 19 novembre, tre giorni fa, i due titoli annunciati, Morte in ascensore di Alan Thomas e Sangue sulla neve di Hilda Lawrence (soprattutto Morte in ascensore di Alan Thomas, che sarebbe dovuto uscire gà tempo fa in quanto pronto per la stampa ma bloccato all’ultimo tempo), sono arrivati nelle maggiori librerie italiane. Ieri ho acquistato i due volumi presso il Megastore Feltrinelli di Bari.

I volumi sono venduti ad un prezzo di euro 15,90 cadauno (ma chi ha la tessera Multipiù Feltrinelli – nei primi giorni di vendita – o su alcuni siti internet di vendita,  paga il 15% in meno).

Visto che i volumi della collana sono rivolti ad un pubblico molto esigente in tema di letteratura poliziesca, una specie di élite, tra cui molti collezionisti, un costo di euro 15,90 non mi sembra eccessivo. Per chi come me, acquista anche materiale di altre case editrici del passato e si procaccia tutto ciò cui è interessato che non si trova facilmente, 15 euro e 90 centesimi per un romanzo davvero introvabile (anche  in America) che era inedito e che viene pubblicato per la prima volta, si cacciano fuori dal portafoglio con soddisfazione.

Un piccolo cenno di presentazione.

Il romanzo di Alan Thomas, The Death of Lawrence Vining è un classico della camera Chiusa. Fu pubblicato per la prima volta nel 1928. Il mio conoscente Roland Lacourbe lo inserì con piena ragione nella sua lista pubblicata in appendice a Mystères à Huis Clos. La camera chiusa in questione è in un ascensore. Non è la sola volta che una Camera Chiusa contempla un tale angusto spazio: infatti, anche John Dickson Carr con lo pseudonimo di Carter Dickson, assieme a John Rhode, suo amico, firmò una Camera Chiusa in un’ascensore: Fatal Descent, pubblicata prima da Mondadori e poi in altra edizione da Polillo, ne I Bassotti, tempo fa. Un altro delitto in ascensore, è tuttavia in Surfeit of lampreys di Ngaio Marsh (Morte in ascensore). Tuttavia il romanzo di Thomas è un’autentica bellezza e la soluzione proposta è del tutto logica.

Il romanzo di Hilda Lawrence invece punta sulla tensione. E’ un thriller, un vero e proprio nero. E’ il romanzo di come la morte sovrasti una famiglia. E quando comincia il suo inesorabile cammino, non colpisce e toglie di mezzo il bersaglio grosso, ma comincia da quelli piccoli, per poi passare al resto; e trasforma la paura in puro terrore. Al tempo in cui uscì per la prima volta, 1944, Blood Upon The Snow, registrò un incredibile successo, tanto da convincere l’autrice a proporre altri due titoli subito dopo, e formare  una trilogia.

Polillo mi fece anche parecchi nominativi di autori e anche alcuni titoli, ma mi chiese di non diffonderli per il momento, e mi attengo alle sue richieste. Devo però osservare che si tratta di assolute bellezze: e tra queste, autori già presentati nella collana, e altri che lo vengono per la prima volta.

Alle mie domande vertenti sul perchè alcuni autori non fossero stati più sistematicamente scandagliati ed altri sì, e del perchè il costo dei volumi fosse abbastanza significativo,  Marco Polillo mi spiegò un mese fa :

“Quanto agli autori, molti di quelli che lei ha indicato li conosco e li pubblicherei pure molto volentieri se non mi scontrassi con alcune richieste economiche da parte di agenti letterari che non tengono conto della realtà della mia casa editrice. Altri sono libri così lunghi o così difficili che tradurli come si deve mi costerebbero già in partenza 2 euro a copia (Crofts, per esempio, o lo stesso Innes) e allora capisce che con un prezzo di copertina di 15,90 (già considerato caro) e una tiratura di 1000 copie pensare di spenderne 2000 per la traduzione non ha senso, i conti non mi tornerebbero mai. Altri ancora, come il delizioso “The Woman in the Wardrobe” dei fratelli Shaffer non posso pubblicarlo perché il fratello superstite non vuole (visto che col tempo è diventato molto famoso, temo si vergogni un po’…). Altri ancora sono lì in lista di attesa e altri ancora verranno certamente pubblicati – non dimentichi che non sempre è facile riuscire a recuperare i testi originali, che a volte sono introvabili e altre vengono venduti a un prezzo esorbitante”.

Detto questo, devo ammettere che la qualità della nuova edizione rispetto alla vecchia per qualità di carta sia migliore: la copertina ha un piacevole contatto con i polpastrelli, e sembra plastificata (ma è sempre carta, trattata però), con il vantaggio che non mi sembra così delicata come in passato, quando anche tenuta in mano per un certo tempo, finiva per risentirne. La cosa è uguale per ambedue i volumi.

Oggi comincio a leggere il Thomas (erano anni che lo cercavo) e presto su questo Blog il romanzo verrà analizzato.

Prossimamente – su questo blog – un’intervista in esclusiva con Marco Polillo che parla diffusamente e risponde a tanti interrogativi, tra cui anche quello circa la mancata vendita dei suoi romanzi in  e-book.

P.D.P.

 

 

La resurrezione de I Bassottiultima modifica: 2015-11-22T00:32:58+00:00da lo11210scriba
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2 pensieri su “La resurrezione de I Bassotti

    • Le mie riflessioni le faccio sul mio blog perchè è sul blog che l’articolo è stato postato. D’altronde se l’ho postato qui, come pure l’articolo sulla crisi della Mondadori, una ragione ci sarà, o no? Comunque per il momento ho sospeso la lettura e conto di dare una botta al libro in questi giorni di festa. Conta che sto rileggendo l’omonimo romanzo della Marsh e assieme ancora sto leggendo Corpo contundente di Georgette Heyer: Ebbene sì: sono un tipo..complicato

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