Sfida al cioccolato – Episodio N°9 : Serie TV Nero Wolfe, 1971

Tra il 1969 e il 1971, la RAI realizzò e mandò in onda degli sceneggiati tratti da romanzi di Rex Stout con Nero Wolfe.

E’ una serie rimasta ineguagliata per qualità interpretative degli attori, per la caratterizzazione degli interni, e la sostanziale fedeltà delle sceneggiature agli originali di Stout a cui si erano conformate. Qualche anno fa si è tentato una sorta di remake, creando una nuova serie, collocando i luoghi non in USA ma in Italia, e rispettando sostanzialmente il canovaccio originale, ma con esiti non certamente paragonabili alla serie leggendaria di Buazzelli e Ferrari.

L’intera serie, formata da dieci episodi della durata di due ora circa, tranne quello dal titolo Salsicce a mezzanotte, più breve, interpretata da attori famosissimi sia di televisione che di teatro, venne girata quasi completamente in studio, tranne alcune riprese in esterna, tra le strade di New Yorkm, e andò in onda, nel caso dei primi quattro episodi, sulla seconda rete, mentre sul canale nazionale, il primo, vennero trasmessi i restanti sei.

Il 14 e il 16 febbraio 1971 andò in onda sul primo canale della TV Italiana l’episodio della serie Nero Wolfe, Sfida al cioccolato.L’episodio era la riduzione, per il piccolo schermo, del romanzo di Rex Stout  “Scacco al Re per Nero Wolfe”, firmata da Vladimiro Cajoli.

Gli attori fissi erano, come è noto, Tino Buazzelli nella leggendaria parte di Nero Wolfe, Paolo Ferrari in quella di Archie Goodwin, Renzo Palmer interpretava l’Ispettore Cramer e Pupo de Luca, il cuoco e maggiordomo Fritz Brenner. Tuttavia in questo episodio, Renzo Palmer fu sostituito nella parte dell’Ispettore Cramer, da Attilio Cucari. Gli attori invece che lavorarono solo in questo episodio furono Silvia Monelli (attrice famosa per aver lavorato ne Il Segno del Comando) che interpretò Anne Blount, Mario Maranzana nei panni di Matt Blount, Giampiero Albertini in quelli di Ernest Hausman, Micaela Esdra (che ricordo ne I ragazzi di Padre Tobia, una serie televisiva che vedevo quando avevo cinque-sei anni) impersonò Sally Blount, Paolo Carlini fu nei panni di Daniel Kalmus, Renato Turi in quelli di Charles Yerkes, Renato Campese in quelli di Morton Farrow (Campese per chi se ne ricorderà aveva interpretato la parte del nipote di Maigret in qualche episodio della serie con Gino Cervi), mentre nei panni del cuoco del club fece la sua comparsa il grande Franco Angrisano (un altro volto fisso assieme alla Esdra ne I ragazzi di Padre Tobia e grande caratterista del cinema italiano). In parti minori recitarono anche Mario Bardella, nei panni di Bart, mentre nei panni di Mary, Nicoletta Rizzi (famosissima in quegli anni per aver interpretato A come Andromeda accanto a Luigi Vannucchi). A questo proposito devo osservare che il personaggio di Mary, fu l’unico inventato di sana pianta nell’episodio rispetto all’originale : impersonava una specie di segretaria del Club a cui Archie si rivolge, facendo leva sulla sua facilità di abbordare le ragazze, allo scopo di ottenere ragguagli sull’attività del Club ed in particolare avere le partite trascritte, mossa contro mossa, giocate da Jerin la sera della sua morte. Oltre a ciò, devo dire, avendolo visto più d’una volta (posseggo l’intera serie in DVD della RAI), che la riduzione fu molto fedele all’originale.

L’episodio, tuttavia ricorre ad una sorta di escamotage, non potendo raccontare la storia come la racconta il romanzo: per mettere al corrente Nero Wolfe dei fatti avvenuti nel Gambit Club, tra cui l’avvelenamento mortale del maestro di scacchi Paul Jerin, Archie Goodwin proietta avvalendosi di un proiettore Super 8, un filmino in cui sono contenuti tutti i personaggi del dramma.

L’unica cosa che cambia fra le due versioni, oltre alla presenza di Mary,  è la morte dell’assassino: nell’Italia democristiana di allora, in cui la censura televisiva era molto forte e s’improntava a regole di moralità pubblica, rappresentare un suicidio sarebbe stato sconveniente in quanto moralmente inaccettabile; e allora la morte dell’assassino (che nel romanzo si spara in bocca) la si fece avvenire durante un inseguimento con la polizia, scontrandosi contro un albero.

In confronto alle riduzioni televisive americane, fortemente contestate dall’autore, Rex Stout invece in più d’una occasione mostrò grande apprezzamento per come la serie di episodi  italiani fosse stata realizzata, indicandola addirittura come esempio da seguire. Pare inoltre che la questione della concessione dei diritti d’autore fosse stata dibattuta tra Rex Stout e Giuliana Berlinguer in latino.

Impagabile è la scena di inizio : Nero Wolfe brucia nel camino un dizionario, da lui reputato indegno per contenuti, pagina per pagina. E dopo un po’, al suono di una marcia funebre, entra in scena Fritz Brenner (Pupo de Luca) portando delle urne cinerarie in cui ha raccolto le ceneri del dizionario, che verranno posto a fianco di altre contenenti quelle di altri libri bruciati da Wolfe, di fornte all’esterefatta Sally Blount. La caratterizzazione della scena è talmente magnifica, da superare l’originale, descritto nel romanzo.

P.D.P.

 

 

Sfida al cioccolato – Episodio N°9 : Serie TV Nero Wolfe, 1971ultima modifica: 2015-10-13T12:24:39+00:00da lo11210scriba
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