Hillary Waugh – A cena con il delitto (Madam Will Not Dine Tonight, 1947) – trad. Lydia Lax – I gialli segreti, Nuova serie illustrata, n.51 del 1962

Waugh 001Di Hillary Waugh abbiamo parlato in occasione dell’ottimo romanzo ripresentato qualche tempo fa da Polillo nella collana I Mastini, ma pubblicato parecchi anni fa da Mondadori. Come tanti altri, è bene dire.

Però non solo Mondadori, pubblicò i suoi romanzi, ma anche Garzanti (Serie gialla Le tre scimmiette) e piccole case editrici poi scomparse. Una di queste era La Tecnografica Editrice, che realizzò la serie de I Gialli Segreti, il cui Direttore Responsabile era Lydia Lax. Nome che non dice nulla ai più, ma che è conosciuto abbastanza a chi si diletta a collezionare (e leggere) i romanzi pubblicati in Italia anche da altre case editrici. Infatti Lydia Lax, non solo fu il terzo Direttore responsabile di questa piccola casa editrice di Varese, in ordine cronologico (gialli n. 25-99), ma anche la traduttrice dei testi: insomma, una piccola azienda con ruoli diversificati. Lydia Lax per di più non fu una traduttrice qualunque, ma una delle grandi traduttrici degli anni ’60; tradusse parecchio anche per Mondadori, segno che doveva essere davvero un’ottima traduttrice. Cosa del resto che si evince dalla scorrevolezza e dalla facilità di lettura del romanzo che analizzo oggi: A cena con il delitto (Madam Will Not Dine Tonight, 1947).

Anni fa Giuseppe Lippi, curatore di Urania, ma anche esperto di polizieschi, scrisse un bell’articolo su quelle piccole case editrici che, negli anni ’50 e ’60, e anche ’70, per poter attrarre il pubblico, soprattutto maschile direi, creavano delle copertine con donnine variamente discinte, oppure con fotografie, inserite nel romanzo, di modelle in bikini, che non avevano nulla a che fare con la trama del romanzo. Ecco, “I Gialli Segreti”, era una di queste piccole case editrici, che dovevano pur fare qualcosa per poter annullare il gap evidentissimo con quelle super-titolate, che non avevano bisogno di ricorrere a questi espedienti[1].

Sheridan Wesley è stato invitato a casa di Valerie King per una cena. Niente di strano se Valerie King fosse di sua conoscenza, ma così non è. L’invito è tanto più strano perché a Sheridan, che è investigatore privato, è stata recapitata una busta con l’invito in cui c’era una banconota da cento dollari e anche la richiesta di portare con lui a cena un’accompagnatrice, nel caso suo, sua moglie.

L’invito, che è già strano di per sè, acquista ancora maggior valenza in tal senso quando i due arrivano a casa di Valerie e non la trovano ad aspettarli; trovano invece una strana compagnia di persone: Jimmy Burns, un giornalista scandalistico; Charley Cromwell, un playboy; James Godfrey, un avvocato; Gloria Van Ryne, una bella ragazza di buona famiglia; i coniugi Hammitt. Il gruppo di individui là convenuti è tanto più strano in quanto loro non si conoscono – e potrebbe anche accadere che ad una festa le persone non si conoscano – ma ancor più è strano quando appare chiaro a Wesley e a sua moglie, che alcuni di loro dicono di aver mai conosciuto prima la King: per esempio i coniugi Hammitt, Burns e Gloria Van Ryne.

Intanto tutti aspettano Valerie, ma la padrona di casa sembra far aspettare i suoi ospiti. Sheridan comincia a chiedere informazioni, a fare domande: i domestici, i coniugi Webb, dicono che è andata in città il giorno prima e che quando loro sono tornati, alle dieci di mattina, già non era in casa, ma aveva annunciato il giorno prima di preparare la casa per un ricevimento serale, quando sarebbero tornati. E loro avevano fatto quanto loro ordinato. Tuttavia, questa rivelazione pare essere in contrasto con quanto Wesley ha scoperto: cioè che l’auto di Diana è ancora in garage. Segno che sarebbe andata in città a piedi da una villa in aperta campagna. Wesley comincia a sentire puzza di bruciato: se in casa sembra non esserci, da qualche altra parte starà. Intorno alla villa c’è un boschetto: nonostante sia sera, faccia freddo e loro siano vestiti con abiti da sera, Wesley e Diana si incamminano, illuminando il terreno con una lampadina tascabile che lui porta sempre in auto. Fatto sta che dopo aver trovato su un tratto di terreno, delle impronte di tacchi femminili, e poi una scarpa femminile col tacco, trovano Valerie, nuda, accoltellata, e morta da un bel po’, almeno un giorno.

Ritornano in villa e chiamano la polizia.

Le indagini sono affidate al capitano Slocum, che inizialmente diffida di Wesley, pensando ad un depistaggio, per poi dargli credito (ma solo fino ad un certo punto) quando sa che Wesley e l’Ispettore in capo Bradley, della Squadra Omicidi della Polizia di New York, sono ottimi amici. Nonostante tutto lo fa pedinare. Questo provoca la reazione di Wesley che, invece di affiancare l’indagine, indaga per conto proprio: innanzitutto sottrae, all’apertura della cassaforte di Valerie King, dalle foto e documenti che gli porge Slocum, una vecchia foto; poi in sua assenza, perquisisce più a fondo lo studio, dove aveva trovato, comunicando per telefono alla polizia l’avvenuto decesso di Valerie, del tabacco sparso sul tappeto e due barattoli di sigarette (di color rosso e verde) con i tappi invertiti che aveva messo a posto: partendo dal presupposto che i coniugi Webber ed in particolare la donna aveva affermato di aver pulito a fondo la casa giovedì mattina prima di andare via, ne desume che il tabacco doveva essersi versato dopo, come per una lite, quando  i barattoli si erano aperti e le sigarette erano finite sul tappeto. Togliendo il tabacco, si accorge che ci sono dei punti sul tappeto appiattiti, come se per del tempo ci fosse stato appoggiato sopra qualcosa di pesante che ipotizza essere state le gambe dello scrittoio; spostandolo in modo da far arrivare su queste zone i piedini delle gambe, si accorge che le zone del tappeto ricoperte provvisoriamente dalla gambe presentano delle macchie, presumibilmente di sangue: capendo che è lì che si è consumato l’assassinio, bussa sulle pareti per cercare ipotetici cassetti segreti e trova invece, dietro una riproduzione di un Corot, il proiettile di una 38 conficcatovi dietro, che provvede a rimuovere e a prendere. Dopo aver ripulito la stanza, va a consegnare il proiettile al suo amico della Omicidi per gli esami balistici, solo per sapere che proviene dalla pistola di un noto gangster finito tempo prima sulla sedia elettrica. Inoltre, facendo una ricerca sui giornali di anni prima, risale alle persone ritratte nella foto che ha sottratto: si tratta di due rapinatori, Lenny Myers e Joe Freeman: il primo, che aveva una sorella più piccola, Virginia Myers, è stato giustiziato sulla sedia elettrica, per l’omicidio di un benzinaio; il secondo, è evaso di prigione e non se ne è saputo più nulla; Virginia più tardi aveva cambiato il nome in Valerie King. Assieme ad altri indizi, tra cui carte e lettere conservate in quella cassaforte, esce fuori un altro ritratto di Valerie, non semplice moglie, tradita da un marito che si sollazza con quattro amanti, che vive con la cospicua rendita di azioni dell’ex marito, frutto del divorzio, ma ricattatrice patentata, che ricattava Cromwell, ex suo amante, ma anche probabilmente l’avvocato Godfrey, suo legale nella causa di divorzio; e probabilmente anche l’ex marito: possibile che ricattasse anche i coniugi Hammitt? Wesley si accorge che invecchiando la foro di Freeman, quella rispecchia l’attuale volto di Hammitt, l’industriale che ora lui sa essere un galeotto evaso, che poi ha fatto fortuna nell’industria. Chi sarà mai l’assassino? C’entra qualcosa il tentato suicidio del figlio dei Webb, innamorato anche lui di Valerie, che ricattava i suoi amanti e poi seduceva i giovani? Ha qualche valore la scoperta effettuata da Wesley, contestualmente alla scoperta delle macchie di sangue sul tappeto dello studio, di un frammento di lente diottrica?

Primo romanzo di Hillary Waugh, Madam Will Not Dine Tonight, non ebbe molto successo: fu scritto mentre Waugh era ancora sotto le armi. Per questo motivo Hillary, dopo aver scritto altri due romanzi, sempre accolti tiepidamente, Hope to Die (1948) e The Odds Run Out (1949), cambiò genere creando Last Seen Wearing, 1952 (“E’ scomparsa una ragazza”- Garzanti e Mondadori), il romanzo che lo lanciò nel firmamento del Giallo, con cui Waugh creò il Procedural per antonomasia.

Per quale motivo questo primo suo romanzo non ottenne il successo voluto? Probabilmente perché non creava nulla di nuovo. Avrebbe affascinato, se non avesse ripetuto alcuni elementi propri di romanzi usciti precedentemente al suo: è questo il limite del romanzo. E’ un prodotto onesto, scritto assai abilmente, che mischia l’Hard Boiled (i pedinamenti; l’aggressione nel night-club con scazzottamento, che fa il verso a tante altre analoghe, in particolare ad una contenuta in Headed for a Hearse, di Jonathan Latimer; la donna fatale, contrapposta alla moglie, che vuole con il sesso ottenere il risultato prefissatosi e quando non l’ottiene si produce in un effluvio di oscenità da scaricatore di porto) con il Mystery deduttivo (il sangue sul tappeto, che fa il verso ad un romanzo di Ellery Queen, The Egyptian Cross Mystery; la lente diottrica rotta e lo scambio delle scatole di sigarette, indizi connessi al daltonismo, che fanno il verso ad altro romanzo di Ellery Queen, The Greek Coffin Mystery; e sempre a tale romanzo di Ellery Queen potrebbe rifarsi questo di Waugh, per quanto riguarda la vena artistica di Godfrey, giacchè come nel romanzo di Queen c’è il pittore falsario Grimshaw, qui c’è l’avvocato Godfrey che è anche un artista provetto in quanto realizza delle stampe; il ricatto, tema già approfondito in tantissimi altri romanzi; e pure in parecchi romanzi precedenti, c’è l’indizio della falsa impronta per depistare le indagini) secondo un percorso già indicato proprio da Jonathan Latimer o da Craig Rice.

Al tutto aggiunge dei temi assai personali, che si ricavano se si associ ancora una volta, come accade spessissimo nei primissimi romanzi di un determinato autore, la vicenda personale a quella del suo eroe. Non a caso per esempio la moglie di Wesley, sia chiama Diana, come la moglie di Hillary Waugh, e l’avvocato Godfrey si diletta in stampe essendo un provetto disegnatore, come disegnatore lo era lo stesso Hillary, dedicatosi oltre che alla scrittura anche al fumetto.

Un romanzo comunque che si legge tutto d’un fiato, sorretto da ottimi dialoghi. Tuttavia  anche se la prova determinante è data da un ragionamento che dà i risultati voluti e che sfugge per sottigliezza al lettore, il colpevole può essere facilmente individuato sulla base del proiettile analizzato, parecchio tempo prima.

In pratica,  non vi è nessun effetto sorpresa nel finale (parliamo ovviamente del romanzo letto da lettori incalliti), in quanto il colpevole non può essere che essere una sola persona!

 

Pietro De Palma


[1] Giuseppe Lippi : Gialli proibiti – sesso e violenza in edicola http://www.europolar.eu/europolarv1/6_dossiers_articles_giuseppe_lippi_it.htm

Hillary Waugh – A cena con il delitto (Madam Will Not Dine Tonight, 1947) – trad. Lydia Lax – I gialli segreti, Nuova serie illustrata, n.51 del 1962ultima modifica: 2014-07-27T18:59:09+00:00da lo11210scriba
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