Intervista a Curtis Evans, autore del saggio Masters of “Humdrum” Mystery


L’anno scorso l’editore McFarland ha pubblicato Masters of “Humdrum” Mystery, di Curtis Evans. Il libro è stato disponibile per l’acquisto intorno al mese di giugno dell’anno scorso (io l’ho acquistato grazie ad un amico che a sua volta ha acquistato due copie invece di una, direttamente da Curt e a cui poi ho fatto un bonifico postale: non compro nulla su internet. Mi ricordo che mi fu recapitato il libro, proveniente dall’America, alla fine di luglio del 2012).

Curt l’ho conosciuto due anni fa, quando Mauro (Boncompagni), avendogli esperita la mia insoddisfazione nel confrontarmi solo con la realtà italiana, assai povera di stimoli, e avendogli chiesto quali autori stranieri contemporanei, nel campo dello studio del genere (al di là di Doug Greene e Nevins) egli apprezzasse, Mauro mi fece il nome di tre-quattro siti che lui andava di tanto in tanto a visitare. In particolare mi parlò di quelli di Sergio (My Tipping Fedora, maggiormente versato al cinema) e di Curt (The Passing Tramp, maggiormente versato alle opere letterarie). Poi ne ho conosciuto altri, tra cui quello di John Norton, e tutti e tre sono diventati miei amici.

Ho cominciato a frequentare il sito di Curt, ad intervenire, a porre delle domande, a rispondere a sue (in merito alle pubblicazioni italiane di romanzi di Todd Downing, su cui avevo scritto un articolo su Sherlock Magazine, di cui gli inviai il link). Poi lui ha dato nel Forum di Gadetection, il più importante sito specialistico al mondo, notizia della nascita del mio blog in lingua inglese, senza che gliel’avessi chiesto, e allora in pratica siamo diventati amici. Io frequento il suo, lui frequenta il mio e ci facciamo sui rispettivi siti, pubblicità reciproca dei blog.

Tempo fa ha scritto questo saggio che si concentra su tre maestri dell’ “Humdrum” Mystery (Crofts, Rhode, Connington): alcuni autori,degli anni ’20-’30, sono stati chiamati da Julian Symons nel suo saggio famoso Bloody Murder, “Humdrums” (n.d.r.= humdrum in inglese significa “monotono”, “noioso”). Fondamentalmente Symons aborriva alcuni autori di cui molti anni prima era stato un fan, per la loro insistenza nel trattare esaustivamente, nei dettagli, la trama, esaurendo il puzzle e la detection, senza tener conto di delineare psicologicamente i caratteri o senza soffermarsi sulle descrizioni. Per la prima volta, uno studioso indipendente – come Curtis – ha tentato di sollevare la pesante cortina abbassata da Symons,delineando la riscoperta di alcuni di questi “scrittori humdrums”, e comunque non rifiutando di trattare, parlandone a lungo, della evoluzione della Novel detection  britannica, dal 1920 al 1961.Questi tre autori, in qualche modo, erano maestri della letteratura poliziesca, più che negli anni ’30, in quelli ’20. In particolare Rhode, che pur essendo autore degli anni ’30, sembra essere più un autore degli anni Venti per ciò che sembra a prima vista, per la sua tendenza a soffermarsi su reati commessi con gadgets diabolici, una caratteristica che ci riporta indietro nel tempo, e che può anche essere spiegato con il fatto che il Rhode era stato un militare.
Inoltre, nel suo saggio sopra menzionato, Symons fu piuttosto laconico nel trattare questi autori (incluso anche Walling, Wade e Cole), e solo Croft era stato sufficientemente delineato.
Curt, innamorato di questo periodo storico della detection novel, ampiamente prova a illuminare i tre principali autori di questo ipotetico sottogruppo, parlando a lungo delle loro opere. In breve, il volume si sostanzia come un esempio di analisi critica, di cui si è discusso non molto, a riprova di come il saggio di Symons abbia influenzato pesantemente la critica del settore narrativo del crimine, e come un saggio che meriterebbe, per il suo rigore, per la profusione di dettagli e per la sua qualità della scrittura, molta più attenzione.

1) Innanzitutto Curt, ci dici qualcosa di te? Titolo di studio, lavoro, famiglia. La tua passione, il mystery: come è nata?

Ho ricevuto il mio Dottorato di Ricerca in Storia nel 1998 e ho insegnato Storia Americana per un breve periodo. Ora sono quello che chiamano un “studioso indipendente”, ma provo a scrivere in maniera da raggiungere sia gli accademici sia la comunità degli appassionati di mystery. Così spesso sembra che questi due gruppi non parlino tra loro….

Il mio Dottorato di Ricerca è nella Storia Americana, e il mio interesse principale è  l’Ottocento Sudamericano. Ma sono sempre stato un grande fan di “mystery fiction”, principalmente da quando ho letto Agatha Christie e le storie di Sherlock Holmes  nel 1970. Ho trovato i miei primi libri di Agatha Christie, in brossura, sugli scaffali dei Grandi Magazzini Sanborns a Città del Messico: E Non Rimase Nessuno, E’ troppo facile e Dopo le esequie. Erano tascabili da 95 centesimi, o 14 pesos (o circa $ 1.12). Erano la mia introduzione al genere Mystery, al di fuori dei cartoni animati di Scooby Doo! Qualche anno dopo ho letto Sipario – L’ultima avventura di Poirot e Addio Miss Marple, che era stato appena pubblicato in edizione economica, e poco dopo tutte le storie di Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle. Con il tempo ho finito il liceo nel 1980, e probabilmente avevo letto i due terzi dei gialli di Agatha Christie. Fino all’Ora Zero è stato l’ultimo che ho letto al liceo, mi ricordo.
 
Nel 1990, mentre frequentavo la scuola di specializzazione, ho conosciuto le opere di altri grandi romanzieri britannici della Golden Age del giallo, oltre alle rinomate Crime Queens: Christie, Dorothy L. Sayers, Margery Allingham, Ngaio Marsh. Tra questi i cosiddetti “Humdums”, naturalmente, ma anche John Dickson Carr, di cui il mio amico Doug Greene aveva scritto una biografia fantastica, e Michael Innes, Nicholas Blake, Cyril Hare, R. Austin Freeman, Henry Wade, Clifford Witting, Anthony Berkeley, Christianna Brand, Elizabeth Ferrars, ecc. Ho amato Carr, ma sono anche stato incuriosito dagli “humdrums”, soprattutto John Street, perché Jacques Barzun e Wendell Hertig Taylor hanno scritto così bene di lui, in quel loro massiccio volume, Catalogue of Crime.
 

Con l’ascesa del commercio via Internet, sono stato in grado di rintracciare un gran numero di questi autori inglesi, facendo compravendita io stesso. Mi sentivo in posizione privilegiata per scrivere su di loro in modo serio. La critica accademica tende a concentrarsi quasi esclusivamente, quando si occupa della Golden Age della “Mistery fiction”, delle Crime Queens (“Regine del Crimine”) in Inghilterra e degli scrittori hard-boiled negli Stati Uniti. Ho realizzato un saggio di riceca e, dopo un certo numero di anni sono stato in grado di produrre Maestri dell’ “Humdrum” Mystery, il mio studio su Cecil John Charles Street, Freeman Wills Crofts e JJ Connington. E ‘stato pubblicato l’anno scorso.
 
Dal 2000 ho letto molto di più mystery americani: Ellery Queen, Rex Stout, Dashiell Hammett, Raymond Chandler e scrittori meno noti come Patrick Quentin / Q. Patrick, Fredric Brown, Helen McCloy e Rufus King. La gente ha quest’idea che il giallo americano nel 1930 era tutto hard-boiled, cosa è così lontana dalla verità.

2) Hai un bellissimo blog, Curt. Ho notato che quasi mai parli di Hardboiled, ma preferenzialmente di Mystery: anch’io mi chiedo come tu faccia ad impostare i tuoi articoli: dove trovi le fonti e le fotografie, spesso assolutamente inedite?

Grazie. E ‘divertente fare un blog e si ha naturalmente un certo orgoglio di esso. La mia preferenza è per quello che viene definito “mistery classico” anche se a me piace anche l’hard-boiled. Mi piacciono i racconti di Hammett e soprattutto penso che Chandler è sicuramente uno dei più grandi stilisti genere poliziesco. In alcuni dei suoi libri, c’è anche un puzzle sottovalutato. Anche Ross Macdonald è molto interessante, per citare l’altro membro della grande triumvirato. The Affair Ferguson ( Segreto di Famiglia) di Macdonald è stato uno dei migliori libri che io abbia letto l’anno scorso, come ho scritto sul blog. Odio questa idea che mistero classico e hard-boiled sono necessariamente in opposizione tra di loro. E ‘perfettamente possibile avere entrambi! Basta chiedere a Bill Pronzini.

Ho accumulato una collezione di materiale riguardante il mystery: articoli libri, interviste, ecc. Dal mio punto di vista, la ricerca primaria in questo campo è altrettanto importante come lo è nella storia del Sud degli Stati Uniti: per esempio, io mi avvicino al soggetto di genere mystery allo stesso modo di quando ho fatto la tesi di laurea per il mio dottorato di ricerca. Troppi studi accademici, a mio parere, sono troppo poco interessati ai fatti sul terreno. Mi interessa anche la teoria, ma ho una passione per la ricerca di fonti originali. Una buona ricerca di materiale di fonti originali  dovrebbe essere alla base della teoria.

3) Prima di scrivere il libro, ne hai scritti altri?

Il mio dottorato di ricerca, rivisto, è stato pubblicato, nel 2001. Si chiama The Conquest of Labor: Daniel Pratt and Southern IndustrializationHa vinto il Bennett H. Wall Award da parte dall’Associazione Storica del Sud. Sfortunatamente Masters of the Humdrum Mystery è stato tralasciato dalla Mystery Writers Association, una grande delusione per me. Naturalmente Philip Marlowe e Sherlock Holmes sono soggetti più caldi, senza dubbio. Ed è semplicemente difficile sfondare una mentalità temprata con nuove idee.

4) Hai scritto mai racconti o romanzi o testi teatrali, con soggetto poliziesco? Oppure hai sempre fatto critica e solo critica?

Quando stavo scrivendo la mia tesi di laurea ho pensato come si sarebbe potuto buttare giù un grande mystery. Daniel Pratt fondò la città industriale di Prattville, in Alabama nel 1830, e ci fu una crisi familiare quando la sua figlia ed erede fuggì durante la guerra civile con un giovane di nome Henry DeBardeleben (egli fu poi importante nello sviluppo di Birmingham, Alabama). Immaginai questa come base per, diciamo, un libro chiamato The Cotton Mill Murder! Purtroppo, io non credo che la mia capacità creativa si esplichi nella scrittura narrativa.

5) Parliamo del tuo libro: tu hai trattato  l’Humdrum Mystery: ci dici qualcosa in merito?

Si tratta di uno studio di tre, una volta popolari, ma oggi ingiustamente trascurati, a mio parere, romanzieri polizieschi britannici della Golden Age: Cecil John Charle Street (n.d.r.=John Rode/Miles Burton), Freeman Wills Crofts e Alfred Walter Stewart (J.J. Connington). Oltre a studiare il loro lavoro, io analizzo in grande dettaglio il mystery britannico della Golden Age in generale e l’evoluzione della visione del “puzzle mystery”. Per il loro peccato di aver fortemente enfatizzato il puzzle e la detection, Street , Crofts e Connington sono stati soprannominati “humdrums” in tempi moderni. La moltitudine nobile enfatizza il poco apprezzato puzzle , in contrasto con il romanzo poliziesco moderno, con la sua mirabile enfasi sulla psicologia e sul realismo; comunque, un sacco di intellettuali, durante la Golden Age amarono il puro puzzle mystery, come mostro in Masters e in altri lavori.

6) Mi ha colpito la tua divisione degli scrittori della Golden Age in due settori principali: The Crime Queen (Sayers, Christie, Allingham, Marsh) e The Humdrum Mystery (Wade, Connington, Crofts, Rhode). Si tratta come si vede di due settori divisi anche per il sesso: femminile il primo, maschile il secondo. Ce ne vuoi parlare in merito?

La visione predominante della British Golden Age è che il genere della narrativa mystery è stata “femminilizzata” in Gran Bretagna. Spesso le Crime Queens sono le uniche autrici di cui la gente parla in riferimento alla narrativa britannica della Golden Age del mystery. Io sostengo che questa è una visione astorica. Se si va indietro negli anni, di solito, visti come comprendenti la Golden Age (circa 1920-1940), non hanno dominato il periodo di cui sono inquadrate come dominatrici. Christie e Sayers certamente erano al top della narrativa del genere mystery di lingua inglese nel 1930, ma la Allingham lo fu alla fine del 1930 e la Marsh più tardi, nel 1940. Le Regine del crimine non furono incoronate durante una notte.

Infatti, il 1920 fu la grande età dell’ Humdrum, per così dire. Street, Crofts e Connington rappresentano la scuola scientifica / tecnica della detection britannica realmente fondata dal grande giallista R. Austin Freeman, all’inizio del ventesimo secolo. Quelle persone impressionate dalla scienza presente nei racconti di Sherlock Holmes, debbono leggere i racconti del Dr. Thorndyke di Freeman.
 
Austin Freeman e gli Humdrums hanno anche degli investigatori molto diversi da quelli che vediamo nelle Regine del Crimine. Crofts con i suoi semplici poliziotti segugi, in particolare il suo, una volta famoso, Ispettore French, e la sua enfasi su un’indagine dettagliata, sono stati molto altamente considerati. Connington aveva un detective poliziotto pure, di una specie decisamente poco romantica. Quante volte ci è stata data l’impressione che tutti i detective della Golden Age britannica fossero questi, detective gentiluomo, riportando una citazione? Sotto il suo pseudonimo Miles Burton , Street aveva uno di questi, Desmond Merrion, anche se leggermente più elaborato, ma il suo più famoso detective, il dottor Priestley, fu un pungente, scienziato anziano (in origine un matematico). Ci viene detto che Priestley una volta era sposato ma è abbastanza difficile immaginare che egli avesse mai avuto un contatto fisico intimo con un altro essere umano!
 
Le Crime Queens rappresentano uno sforzo di “mystery fiction”, molto significativo. Christie, naturalmente, è quasi una categoria a se stessa, con il mercato delle sue opere, che divenne così enorme con la crescita del mercato paperback dopo la seconda guerra mondiale, e la sua unica brillantezza nella costruzione del  puzzle e nel depistaggio. E lo stile del “romanzo di costume” di Sayers, Allingham e Marsh è molto importante nel genere del giallo. Ma ce n’era molto di più nel genere del giallo negli anni 1920 e 1930 di quanto molte persone sembrano rendersi conto.

7) Altra cosa che mi ha colpito è che si tratta solo ed esclusivamente di autori britannici. Esiste una categorizzazione efficace anche per gli autori americani? In alternativa alla scuola hardboiled, quale sarebbe l’alternativa ai due gruppi inglesi (Crime Queens e Humdrum Mystery) nella letteratura poliziesca americana degli anni venti ?

Certamente. L’enfasi su Chandler e Hammett e la scuola hard-boiled ha portato a trascurare gli scrittori giallisti americani veramente importanti come Rex Stout ed Ellery Queen. Questi due scrittori sono incredibilmente ignorati dal mondo accademico di oggi. E ci sono stati un numero enorme di altri interessanti scrittori americani di narrativa poliziesca classica che sono estremamente trascurati oggi: HelenMcCloy, per esempio, e Rufus King. Una certa attenzione è stata dedicata alla scrittura neo-gotica di Mary Roberts Rinehart e MignonEberhart, ma c’è ancora molto che deve essere rivisto.

8) Nell’ambito dell’Humdrum Mystery, hai analizzato l’opera di tre autori soprattutto: Connington, Crofts e Rhode. Perchè solo questi e non altri autori degli anni ’20, come per esempio Kitchin, Henry Holt, Freeman, Berkeley?

Perché erano una scuola discreta e importante di scrittori, che ritengo sia stata molto diffamata nel corso degli anni per la sua enfasi sul puzzle e sul processo raziocinante. Ho scritto quasi 200 pagine definendo un’ indagine ampia che avesse a che fare con molti più scrittori.

9) Secondo me questo tuo saggio avrebbe potuto avere maggior fortuna ed essere prescelto per la cinquina finale dell’Edgar. Forse però, la sola contestazione che il lettore può farti è non aver riservato uguale attenzione a tutti e tre gli autori ma aver privilegiato Rhode rispetto agli altri due. E’ solo per una questione di opere scritte? Oppure avresti potuto avere maggior fortuna se avessi scelto di scrivere un saggio su degli autori maggiormente conosciuti?

Dubito che sia stato quello il fattore operativo con gli Edgar. I due libri accademici nominati hanno affrontato Raymond Chandler e Arthur Conan Doyle. Ho il sospetto guardando il mio libro che la questione principale fosse, “chi diavolo sono queste persone di cui ha parlato in merito?” E’ difficile convincere la gente a superare nomi di qualità provata e riconosciuta. E’ un lungo, dettagliato libro (anche se credo scritto in modo piacevole  e accessibile) e le persone devono essere aperte e disposte ad impegnarsi per (la lettura di) esso.

Per inciso, anche se penso che Masters sia un’ importante opera di genere accademico, non sono riuscito a ottenere che una sola casa editrice accademica inglese anche solo lo leggesse, perché non potevano andare oltre l’idea che non si trattasse di autori famosi. La ragione per cui abbiamo libri quasi esclusivamente sulle Regine del Crimine, è che è questo che gli editori vogliono pubblicare. Mi ritengo fortunato di aver trovato un buon editore per il libro – anche se si tratta di un uno americano, McFarland, e attualmente il mio libro sul genere del mystery britannico è presente in una sola libreria nel Regno Unito, in Scozia.
Street è il mio preferito dei tre e ha scritto oltre 140 romanzi gialli. E ‘probabilmente il più prolifico romanziere nella storia del genere. Aveva due grandi pseudonimi.Crofts e Connington insieme hanno scritto meno della metà di quello che ha fatto lui. Ho scritto quello che mi è venuto naturale. A circa 150.000parole, il libro sembrava abbastanza a lungo per il mio editore!

10) Quando si esamina l’opera di un autore che ha scritto moltissimo, normalmente si tende a sottovalutare la sua coerenza e qualità, mettendo in luce come gran parte della sua produzione sia fatta da opere minori. Questo giudizio in che maniera può applicarsi a John Rhode (Miles Burton)?

Street ha scritto più di quanto avrebbe dovuto, non c’è dubbio, e molti dei suoi libri nel 1950 anche io li ho trovati di routine e noiosi. Ma trovo che i suoi libri del periodo 1926-1945 siano abbastanza costantemente buoni. Volevo parlare di loro in profondità, come per molti ho potuto fare, perché c’è la tendenza per le persone a sentirsi sopraffatte da un tale autore prolifico. Non sanno da dove cominciare. Lo stesso problema si verifica con l’incredibilmente prolifico (e sottovalutato) scrittore di thriller EdgarWallace. Qualcuno dovrebbe sentire la necessità di scrivere un libro serio su di lui!

11) Mi è piaciuto molto il rispetto che hai avuto per i lettori del tuo libro, poichè diversamente da altri autori che, trattando la materia ed analizzando determinati titoli, hanno parlato diffusamente delle storie e rivelato troppo del plot, tu quando hai dovuto parlare di determinate opere, hai sempre avvertito la necessità di avvisare il lettore con la scritta “Spoiler”. Che ne pensi?

Ho paura che ad un sacco di persone che scrivono in merito a scrittori di mystery non interessi molto della trama (dei loro romanzi) o (al) le persone che vogliono leggere per loro intrattenimento. Ho sentito in me che con scrittori come Street, Crofts e Connington, dovevo parlare di più in merito al plot , non solo per rendere omaggio alla loro abilità nella meccanica (della costruzione del plot) -uno dei miei pezzi più impegnativi è stato descrivere la trama labirintica de The Davidson Case (1929) (titolo USA  Murder at Bratton Grange) di J ohn Rhode in una forma che fosse accessibile-ma anche per quello che ci raccontano in merito alla manipolazione degli scrittori, di questioni come quelle relative alla classe, alla razza e al genere. Ma io sono anche un seguace del mystery, e (allora) non ho voluto togliere ai lettori la sorpresa di apprezzare le trame(dei romanzi)..Libri di questi tre autori sono molto popolari sul mercato collezionisti, a volte si vendono per centinaia di dollari. Ho anche la speranza che alla fine tutti saranno ristampati. Orion Books ristamperà tutti i Connington, in formato e-Book, quest’anno.

12) Io sono del parere che il più grande autore mystery sia stato John Dickson Carr, non solo per inventiva ma anche per la qualità delle sue descrizioni e della sue atmosfere, per la capacità innata cioè di scrivere romanzi e di scriverli bene. Secondo te, quali dei tre, ha maggiormente influito su Carr e per quali motivi? Uno potrebbe pensare Rhode, giacchè scrissero un libro assieme. Ma..è davvero così?

Street e Carr erano grandi compagni di bevute-Street amò inserire scene di pub nei suoi libri– e come Doug Greene brevemente discusse nella sua biografia di John Dickson Carr e io ho mostrato in Masters, avevano una stretta relazione nel 1930, dopo che Carr si fu unito al Detection Club. Street ha  scritto alcune Camere Chiuse – uno con una casa chiusa a chiave, un altro con un bagno chiuso a chiave-ma lui è uno scrittore molto più semplice di Carr, sia nella scrittura, sia nello stile che nell’ambientazione. Street ha scritto un paio di romanzi gialli che coinvolgono storie di fantasmi, The Hanging Woman Men Die at Cyprus Lodge, ma non c’è mai stato alcun tentativo di farci credere che i fantasmi potessero essere reali o di farci venire i brividi. Carr anche ha creduto fortemente nell’idea del romanzo poliziesco come un gioco di ingegno tra il lettore e lo scrittore. Questa idea è un appello molto forte ai fan di Carr. Penso che Street fosse meno preoccupato di ingannare il lettore alla fine del romanzo di quanto fosse occupato a costruire una trama ancora tecnicamente valida ed una investigazione su un crimine. Molte delle sue trame sono estremamente ingegnose e complesse, come, ad esempio, la trama di Have His Carcase di Dorothy L. Sayers, nella costruzione della quale Street fu d’aiuto alla Sayers.
Lo stesso vale per Connington e Crofts, anche se Connington ha più stile letterario di Crofts e, nel complesso, di Street. Carr apprezzò molto l’impostazione dell’omicidio nel labirinto di siepi in Muder in the Maze di Connington, come fece TS Eliot.

13) Se un giorno tu pensassi a riprendere questo saggio, quali altri autori analizzeresti e perchè?

Le mie sezioni, su Henry Wade, e GDH e Margaret Cole, sono stati tagliate dal mio editore, perché si è ritenuto che il manoscritto fosse troppo lungo e perché sostengo che non sono veramente “humdrums”. Henry Wade è uno dei maggiori scrittori letterari della Golden Age a mio parere, e i Coles, davvero furono più farseschi, e non ebbero la pazienza tecnica degli “humdrums”. Certamente mi occuperò di pubblicare questi capitoli separatamente come un libro breve. Vorrei anche pubblicare qualcosa su Rupert Croft-Cooke e i suoi mystery sotto lo pseudonimo di Leo Bruce. (Scrivere un libro su ) Rufus King sarebbe anche divertente, per citare un americano. Penso che sia davvero molto buono.

14) Tu credi che Rufus King sia stato o non, omosessuale? Se lo sia stato o no, non credo che sia importante di per sé, in quanto il valore della persona va oltre il sesso, l’età, la razza, la religione, ma siccome nei suoi romanzi ci sono accenni ambigui, e tu sei un estimatore dei romanzi di  Rufus King, come sai che lo sono anch’io, mi piacerebbe avere la tua opinione.

Non c’è dubbio nella mia mente che egli lo sia stato, dati i suoi libri e la storia di fondo. E sicuramente ciò influenzò i suoi libri in qualche modo. Egli era un amico di Cole Porter alla Yale Dramatic Society ed era lui che aveva curato le parti delle donne nella produzione dei loro musicals. Non credo che ci sia una qualche indicazione che lui abbia avuto un’intima relazione con Cole Porter. A quel tempo alla Yale “Dramat”, si diceva che (di Cole Porter ) fosse (amante) Monty Woolley, l’attore candidato all’Oscar. Lui era gay e fu amico per tutta la vita di King.

15) Poco tempo fa hai pubblicato un altro saggio su Todd Downing, un autore assai poco conosciuto, che conosco assai bene. Ci dici perchè ti ha interessato così tanto scrivere un romanzo proprio a riguardo della sua figura?

Beh, per prima cosa, credo che i romanzi polizieschi con Hugh Rennert di Downing, tutti pubblicati nel 1930, sono libri molto buoni. Lavorando con le pubblicazioni Coachwhip e con l’erede al lascito di Todd, sono stato in grado di ottenere che tutti i nove romanzi polizieschi di Downing-sette dei quali sono con Hugh Rennerts– fossero ristampati e sembrava che sarebbe stata un’ottima occasione per l’uscita di un libro su Downing. Ho avuto modo di visitare la sua città natale di Atoka, Oklahoma, e lavorare con il suo superstite per corrispondenza, per gentile concessione del Prof.Carlo Rzepka della Boston University, che possie delle copie originali. Downing era un indiano Choctaw e un istruttore di spagnolo della University of Oklahoma che ha inserito i suoi romanzi polizieschi principalmente in Messico. I suoi misteri sono molto ben scritti, con buone trame di azione. Nel 1930 Downing anche recensiva romanzi gialli e  queste        recensioni sono incluse nel mio libro, Clues and Corpses, The Detective Fiction and Mystery Criticism of Todd Downing, disponibile sia attraverso amazon.com e amazon.co.uk, così come attraverso altri accessi di internet.

16) Prima di lasciarci, ci dici se stai lavorando già a qualche altro saggio?

Mi è stato chiesto di modificare una raccolta di saggi in onore di Douglas Greene, il biografo di John Dickson Carr e a capo della piccola storica casa editrice, Crippen & Landru. Questo libro uscirà nel 2014. Come indicato in precedenza, ho anche intenzione di pubblicare un breve libro quest’anno sugli scrittori britannici di mystery, Henry Wadee e GDH e Margaret Cole. Inoltre, quest’anno spero di completare un manoscritto sul “fair play puzzle mystery” della Golden Age inglese, uno studio più ampio che affronterà un sacco di problemi che suscitano il mio interesse e spero quello di altri. Spero che sarà entro il 2015. La considero come la mia “ricapitolazione generale” sul genere del mystery.

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Grazie Curt, della tua disponibilità.

A presto.

 

Pietro De Palma

Intervista a Curtis Evans, autore del saggio Masters of “Humdrum” Mysteryultima modifica: 2013-07-29T13:51:17+00:00da lo11210scriba
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7 pensieri su “Intervista a Curtis Evans, autore del saggio Masters of “Humdrum” Mystery

  1. Gentile De Palma,
    avrei una curiosità.
    Nel suo saggio Curtis Evans quando tratta la Golden Age scrive qualcosa di preciso sulle opere di Margery Allingham
    oppure fa un discorso generale sulle Crime Queens?
    In effetti, uno dei dubbi che ho da sempre è se davvero Allingham sia stata una scrittrice così importante per il mistery: purtroppo ho letto pochi suoi romanzi, ma Il ritorno di Campion per me è stato una delusione, L’ora del becchino un romanzo bello ma rischioso, Oscuri presagi una cosa discreta, senza lode e senza infamia.
    Evans dice qualcosa al riguardo? E lei che ne pensa?
    Cordialmente,

    Mattia

  2. Curt parla della Allingham solo in quanto facente parte delle Crime Queens, non individualmente. Ma stessa sorte riserva alle altre tre, parlando più diffusamente, ma neanche tanto di Agatha Christie.
    Cosa ti posso dire io della Allingham? E’ molto amata da taluni (nel mondo anglosassone) ma altrove non le riservano uguale attenzione: la ragione è semplice. E’ un’esponente molto classica, con un detective aristocratico, che va bene nell’ambiente britannico, legato alla monarchia, meno in altri tipi di società. Se poi ci si attiene al tipo di investigation, quella della Allingham non è un’investigazione alla Carr (Fantastica-razionale) e neanche alla Queen (iperdeduttiva) e neanche alla Christie (psicologico-deduttiva), ma è un tipo di investigazione in certo senso avventurosa, con dei clichè che la ricollegano agli ambienti delle storie degli anni ’20, ed è anche umoristica.
    Comunque sia, per apprezzare la Allingham, quello che hai letto è veramente poco. Avresti divuto leggere almeno..Morte di un fantasma, Fiori per il giudice, Corte d’assise.

  3. Halter difficilmente manca di piacere. Certo c’è qualche cosa di minore che ha scritto ( o almeno non così da ricordare come altri), ma questo è un romanzo notevole.
    Paul si aspettava che uscisse Le Diable de Dartmoor, non questo. E’ rimasto sorpreso. Booh! Del resto aveva preannunciato un anno e mezzo fa, su un sito in francese, l’uscita dell’altro, perchè gli avevano dato assicurazione che uscisse l’altro. Che è anche un eccellente romanzo.

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