Un romanzo eccellente di Ngaio Marsh

copertine gialli blog 016.jpgNgaio Marsh : Artisti in Delitto (Artists in Crime, 1938) – trad. Pietro Ferrari – Il Giallo Mondadori N° 2249 del 1992.

 

Della vita di Ngaio Marsh, ho parlato altre volte, per cui stavolta non mi dilungo: ricordo tuttavia che fu una drammaturga e che coltivò l’hobby della pittura. Queste due inclinazioni artistiche si trovano espresse, più volte, nell’arco della sua produzione.

Un esempio è Artists in Crime, 1938, tradotto e pubblicato in Italia, prima ne “I Gialli del Secolo” (traduz. accorciata) negli anni ’50 col titolo “La modella assassinata”, e poi negli anni ’90 da Mondadori, col titolo fedele “Artisti in delitto”. Va detto ad onor del vero che entrambi i titoli in questo caso potrebbero andar bene: il primo fa riferimento alla vittima, il secondo al possibile assassino.

Agtaha Troy ha uno studio avviato di pittura a Tatler’s End House. Lady Alleyn di Dane’s Lodge, madre di Roderick, ha visitato nel passato, assieme al suo rampollo, una “personale” di Agatha Troy, ed entrambi erano rimasti colpiti dal tocco della pittrice; dopo l’incontro sulla nave “Suva”, Roderick viene colpito anche dalla personalità della pittrice, ma pensa di non esser stato interessante ai suoi occhi; non sa che la lei, è a sua volta rammaricata di aver fatto una misera figura, con una persona che pensava banale e che invece si era rivelata sensibile. Insomma..le premesse ci sono. E Roderick in una lettera prega la madre di andar a fare visita ad Agatha.

Fatto sta che un giorno, i due si incontrano di nuovo: motivo? Il fatto che Agatha ha organizzato a casa sua uno stage di pittura centrato sul “nudo”, con dei promettenti allievi: Cedric Malmsey, Wolf Garcia, Francio Ormerin, Phillida Lee, Watt Hatchett, Basil Pilgrim, Valmai Seacliff. Chi mai potrebbe pensare che anche nel corso di uno stage di pittura, possa germogliere il seme del delitto? Eppure tra gli allievi, c’è la modella, Sonia Gluck, che lungi dal fare solo il suo lavoro, cioè posare nuda, è anche abbastanza disinibita nei propri rapporti coll’altro sesso, così da generare con parecchi dei ragazzi, dei rapporti conflittuali: c’è chi ci va a letto, c’è chi ci è già andato, c’è chi viene ricattato da lei, insomma..un bell’assortimento di potenziali assassini. Perché sia il ricattato o i ricattati, sia chi ci sia andato a letto o chi ci vada, viene da lei posto nella condizione di nutrire nei suoi confronti, non proprio dei sentimenti amichevoli. Così un bel giorno, Sonia è invitata a provare una scena, tratta da una fiaba che Malmsley ha avuto l’incarico di illustrare: una donna assassinata dalla moglie del suo amante, trafitta da un pugnale infilato attraverso le assi della panca su cui lei è adagiata.

Sonia viene invitata più volte ad assumere la posa chiesta da Agatha, ma al drappeggio e alle assi della pedana, il suo bel corpo nudo mal si adatta, per cui ben presto, nell’insofferenza degli allievi chiamati a ritrarla, che devono cancellare di continuo quello che disegnano, per i continui cambiamenti di postura della modella, Agatha con un gessetto disegna la forma del suo corpo sulla panca, cosicché quella non possa più adottare altra postura che quella disegnata. I ragazzi si lasciano, dopo aver piazzato un coltello tra le assi e averlo ritratto nella posizione che avrebbe se fosse affondato nel corpo dell’amante assassinata. Si lasciano quindi per il week end: la maggior parte dei ragazzi va via, mentre Garcia rimane per ancora un po’ di tempo.

Quando riprendono le riprese, Agatha non è a casa: comunque i ragazzi, sotto la guida di Katty Bostock, celebre pittrice cui la Troy ha ceduto in affitto la sua casa durante la sua assenza di un anno, riprendono la sessione di posa e,approfittando del contorno disegnato da Agatha, anche se gran parte di esso è occultato dal panneggio, i ragazzi chiedono che Sonia si adagi sulla panca, così come Agatha nella prima sessione aveva richiesto.

La posa è scomoda, Sonia non vuole mettersi così, e allora Valmai che aveva annunciato il suo fidanzamento con Basil prima di andar vi, e lasciar l’appartamento vuoto (o quasi: c’era ancora Garcia), indispettita dall’atteggiamento di Sonia, la costringe ad adagiarsi sulla panca. Fatto sta che Sonia, emette un rantolo e si abbandona. Quando Katty accorre, accorgendosi dell’espressione della ragazza, e la rivolge, pur facendo uno sforzo perché pare che essa non voglia venir via dalla panca, il corpo di Sonia presenta un lungo pugnale infilato nella schiena: morta all’istante.

Incidente o..assassinio? Il coltello usato nelle prima sessione era stato rimosso con difficoltà dalle assi, alla presenza di Agatha, per cui la sua presenza, testimonia che qualcuno lo ha ripreso e lo ha volontariamente ficcato nella pedana, facendo forza perché esso penetrasse tra le assi lignee; e lo ha inserito nella posizione che aveva la prima volta, cioè in modo che attraverso le costole penetrasse nel cuore. Quindi è stato posto da chi conosceva bene quale fosse la sua posizione originaria: ergo, deve trattarsi di qualcuno presente alla prima sessione.

Roderick è inviato sul luogo del delitto. Agatha è ritornata e ha appreso che quella “sgualdrinella di Sonia”, come lei precedentemente l’aveva appellata, è stata uccisa. Il nuovo incontro tra Roderick e Agatha, è all’insegna dell’ufficialità, nostante egli voglia rendere l’incontro meno formale. Ma la risposta di Agatha, all’inizio non è quella che Roderick vorrebbe avere. Inoltre dalle deposizioni ricavate, ben presto ricava che parecchi sono stati reticenti in qualcosa.

C’è chi “ha assassinato davanti ai loro occhi” la ragazza: Valmai Seacliff, che l’ha spinta ad assumere la posizione che la vittima rifiutava. Tra le due donne non è mai corso buon sangue: del resto due prime donne è raro che possano vivere bene a stretto gomito, soprattutto se ambedue hanno intenzione di servirsi del proprio fascino come arma di potere: Sonia è una sgualdrina, Valmai una ninfomane. Tuttavia, Valmai ha un alibi sicuro come una roccia: era a casa di amici con Pilgrin, distante parecchi chilometri dal luogo dell’omicidio e il suo alibi è confermato da chi era con lei, cioè Pilgrim e la coppia di amici. Ma per paradossale che possa essere, l’assassina che dovrebbe essere lei, pare non lo sia, perché l’assassino vero ha messo il coltello tra le assi e ha aspettato che o Sonia morisse da sola, o qualcuno la costringesse ad essere trafitta.

Principale indiziato è Garcia, che è scomparso: non si sa dove sia andato a finire. Si pensa possa essere lui l’assassino, perché si viene a sapere che aveva una storia con Sonia.

Le indagini proseguono e man mano si scopre che quel gruppo di giovani promesse della pittura non è altro che un covo di serpi, uno stuolo di potenziali assassini, ognuno avente un motivo più o meno valido per voler mettere le mani addosso alla modella: Agatha Troy l’aveva odiata quando in un impeto di gelosia, o invidia, Sonia aveva deturpato il suo ritratto di Valmai Seacliff; Garcia, aveva minacciato di ucciderla se ancora l’avesse scocciato con la promessa di matrimonio (dopo che lui l’aveva messa incinta); Basil Pilgrim aveva anche lui un movente, perche ci era andato a letto e non avrebbe voluto, come lei minacciava di fare, che ciò lo venisse a sapere Valmai; uno ancora più valido si scopre che l’aveva addirittura Malmsey: era ricattato da lei, per una cosa concernente la sua fama di giovane promessa della pittura.

Insomma pochi potevano sopportarla, anzi solo una: Phillida Lee, una degli allievi di Agatha.

Ma tutto gira attorno a Garcia, che molti pensano sia il colpevole, finchè per l’acume di Alleyn non viene individuato lo studio londinese di Garcia e qui, dopo quatttro giorni viene rinvenuto il suo cadavere. Anche lui assassinato, con l’acido nitrico: una bottiglia di acido, usato per mordere le incisioni, viene trovata dimezzata lì accanto. L’acido lo ha selvaggiamente ucciso, torturandolo negli ultimi istanti di vita.

Chi mai l’avrà ucciso? Lo stesso assassino della modella? Oppure lui ha ucciso la modella e qualcuno ha ucciso lui? Interrogativi che troveranno una risposta nel convulso e straordinario finale.

Sesto romanzo con Roderick Alleyn, esso è come tutti quelli della Marsh che mi onoro di aver letto, ancora una volta, concepito magistralmente. Forse mai come in questo romanzo, la scrittrice scherza col lettore e cerca di prenderlo per il naso, fornendo già in alcuni passi le indicazioni più logiche su chi potrebbe essere l’assassino. Per di più, per chi avesse letto altri romanzi della Marsh con Roderick Alleyn, dico che in questo romanzo, per la prima volta s’incontrano Roderick e Agatha, e per la prima volta i due si innamorano. Il romanzo ha quindi una collocazione particolare nell’ambito della produzione marshiana. Tanto più che il primo incontro di Roderick e Agatha, avviene, come tante volte accade, sotto l’egida dell’indifferenza o peggio dell’antipatia provata da un personaggio nei confronti dell’altro (si può capire, dal carattere di Roderick Alleyn, rampollo di famiglia nobile e Ispettore Capo del CID di Scotland Yard, piuttosto chiuso e riservato, e da quello di Agatha Troy, pittrice in vacanza, riservata ma nel tempo stesso orgogliosa, chi possa esser stato nell’incontro tra i due quello che abbia avuto la peggio) sul ponte di una nave, su cui sono imbarcati. I due, dopo il primo esito del loro incontro, non potrebbero mai pensare che un bel giorno…s’incontreranno nel corso di una indagine di polizia a causa di un omicidio.copertine gialli blog 017.jpg

L’abilità nel fornire tutti gli indizi al lettore e nel tempo stesso prenderlo in giro, è acclarata. Già nelle prime scene troviamo manifestati dei dialoghi da cui si potrebbero intuire delle cose che avvengono e sono spiegate più tardi nel corso del romanzo. Inoltre lo stesso omicidio trova la sua espressione in qualcosa che accade all’inizio del romanzo, e di cui non si capisce l’importanza, fino al finale. Quello che non si capisce, e ha una importanza fondamentale, è come facesse l’assassino, se aveva ficcato il coltello tra le assi della pedana durante il week end, ad essere sicuro che Sonia sarebbe sicuramente morta il lunedì seguente: Sonia avrebbe potuto rifiutarsi di posare, e qualcuno avrebbe potuto non costringerla ad assumere quella posizione. In altre parole, l’assassino  volontario premeditato è accaduto per un caso? Oppure c’erano valide premesse che accadesse? E perché? Chiarite queste domande, si inchioderà l’assassino alle sue responsabilità. Un assassino cattivo come non mai, di una perfidia senza pari.

Che è scoperto alla fine, per un buco su un guanto, per un’automobile troppo brillante nei consumi di carburante, e per certe fotografie.

Stile brillante e fluido, dialoghi mai banali, il plot è notevole nei contorsionismi, nelle figure di indiziati veri o presunti, di assassini veri o falsi, nelle descrizioni mozzafiato, nella storia d’amore che nasce.

Il modo di scrivere e descrivere è un marchio di fabbrica: abilissima scrittrice, molto raffinata, inventava spesso situazioni in cui erano coinvolti artisti. Per di più in molte affermazioni, era molto schietta, assai poco restia a trincerarsi dietro frasi di comodo.

La stessa trama si snoda senza intoppi, senza mai tradire le aspettative, senza scocciare o annoiare: perché nel momento in cui lascia cadere una pista, è lesta a trovarne un’altra, che magari incrocia quella di prima dandole una nuova destinazione.

E come il serpente che si mangia la coda, il romanzo finisce dove inizia e inizia dove finisce.

Con un gioco di prestigio. In cui era brava Agatha Christie, ma in cui Ngaio Marsh non lo era da meno.

Insomma, un romanzo eccellente.

 

Pietro De Palma

Un romanzo eccellente di Ngaio Marshultima modifica: 2012-10-26T00:22:04+00:00da lo11210scriba
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