Bill Pronzini : Ombre sul passato (Bones, 1985) – Il Giallo Mondadori N. 1966

 

copertine gialli blog 006.jpg Bill Pronzini : Ombre sul passato (Bones, 1985) – trad. Marcella Dallatorre – Il Giallo Mondadori N. 1966.

Chi non conosce Bill Pronzini? E chi non conosce il suo famoso detective “Senza Nome”, Nameless? Pronzini è uno di quegli autori che si son fatti un nome, non in virtù di una prima opera eccezionale, ma di un costante miglioramento delle sue opere. “Senza Nome” è un detective con una grande umanità, che unisce a sagacia e azione. Tuttavia le sue avventure lo diversificano da altri detectives tipici del genere Hard-Boiled. Lui è stato sempre sincero a riguardo, rifiutando la filiazione di Chandler e invece riconoscendo come l’unico romanziere ad avere avuto un peso determinante per la creazione del suo personaggio, è stato Dewey, col suo “Mac”. Pronzini, però, non è solo in questo diverso da molti autori Hard-Boiled. Egli ha anche solide basi culturali e di storia del genere: si nota, lontano un miglio, come le sue letture non abbiano pescato solo nel genere Pulp e Hard-Boiled, ma anche in quello del Mystery Classico. E inoltre le sue storie hanno un piglio leggero, frizzante, con notevoli slanci e grandi finali; e posseggono anche una notevole vena umoristica, talora dissacrante, anche nei confronti del proprio personaggio, cosa molto rara. Ultimamente, dopo il primo slancio dettato da Hard-Boiled e Thrillers, Pronzini ha avuto una sorta di innamoramento per il genere Mystery. Mondadori ha pubblicato nel corso degli anni, parecchi dei suoi romanzi, non tutti. E tra quelli che son stati ignorati, figura Hoodwink, romanzo del 1981: una gran bella Camera Chiusa. Tuttavia, Pronzini finora di romanzi notevoli con Camere Chiuse ne ha scritti due: l’altro, fu Bones, romanzo del 1985, pubblicato in Italia da Mondadori col titolo “Ombre sul passato”. Curioso è il fatto che fino al 1992, anno a partire dal quale Pronzini è stato via via sorpassato da altri autori, ben tre romanzi tradotti in Italia avevano il titolo cominciante con “Ombre”: oltre a questo, “Ombre cinesi” (Dragonfire, 1982), G.M. 1845 ; e “Ombre nella notte” (Night Shades, 1984), G.M. 1916.

Bones, è un romanzo che parla anche di ossa; ma non è un Thriller alla Reichs. No. E’ un romanzo che affonda la propria indagine nel passato. E come accaduto altre volte (pensiamo per esempio a Undercurrent, del 1973), la trama si intreccia col giallo tradizionale. Nel nostro caso, Michael Kiskadon ha scoperto da poco di essere figlio del grande scrittore di Gialli, Harmon Crane. Il padre è morto da trent’anni. Una brutta storia: depressione, alcool e poi il suicidio. Fin qui nulla di strano, tanto più che era stata trovata una lettera di addio nella macchina da scrivere. Ed avvalorare la tesi del suicidio era stata la modalità del ritrovamento: la stanza era chiusa dal di dentro, era al primo piano, e non era possibile quindi uscire dalle finestre: insomma una situazione definita. Fatto sta che “Senza Nome” comincia a investigare, ma si trova dinanzi quella che potremmo definire “una congiura del silenzio”. Prima la moglie di Crane, Amanda, che gli parla della propria incantevole vita familiare vissuta con Crane fino alla morte del marito, ma del suicidio non vuol proprio parlare: ostenta una glacialità che “Senza Nome” inizialmente male interpreta, capendo successivamente come la donna abbia subito un tale grave shock da essere oramai assistita dalla nipote da più di 35 anni, gli anni passati dal suicidio del marito.

Poi il detective si reca ad interrogare l’avvocato di Crane, un tale Yankowski, un brutto tipo, che assieme all’insegnante di pittura della moglie di Crane, Adam Potter, aveva sfondato la porta della stanza, trovando riverso e morto, Harmon Crane: pare che si fosse sparato pochi minuti dopo aver parlato al telefono proprio con lui, Yankowski. Finisce buttato fuori di casa, quando Nameless , lo accusa di aver fatto la corte ad Amanda per molto tempo.

C’è anche la prima moglie di Crane, una tale Ellen Corneal, che lo ricattava. Glielo dice Russ Dancer, uno scrittore di Pulp fallito e alcolizzato cronico. Russ aveva conosciuto Crane, e proprio lui rivela a Nameless nel corso di una bevuta (ma quanto devono questo detectives americani!) le cose più interessanti: Crane non faceva sesso con la moglie; era ricattato dalla prima moglie; beveva molto, ma non era affatto depresso. Dalle indagini ricava che il giorno stesso del suicidio, era stato in un suo chalet che gli era stato affittato da un certo Bertolucci: oramai lo chalet non esiste più, al suo posto c’è stato un allevamento di ostriche, poi andato anche quello alla malora. Bertolucci che fa il tassidermista (impaglia gli animali) è strano e risponde evasivamente, tanto che Nameless sospetta che non gli abbia detto tutto sul conto di Crane. Una cosa però la capisce: a Bertolucci Crane era fortemente antipatico, anche se l’affitto glielo aveva pagato sempre. Saprà poi che Bertolucci era sposato, al tempo in cui viveva Crane, con una bella rossa, che poi era scomparsa, scappata via si diceva.

E il fratello di Potter l’artista, gli dice che la depressione di Crane era iniziata il giorno dopo del terremoto di 35 anni prima, all’arrivo dalla sua vacanza nello chalet di sua proprietà.

Un bel giorno un nuovo terremoto sconquassa San Francisco e vicinanze. Lì per lì, per Nameless è portatore di sensazioni piacevoli: la sua ragazza, Kerry Wade, con cui fa sesso in maniera gratificante per entrambi, sentendo la scossa, sente una nuova irrefrenabile voglia di fare sesso, ma è solo la voglia di essere protetta, allacciata a qualcuno. Ma poi Nameless scopre che il terremoto ha portato anche altre novità: quando va ad interrogare il nuovo proprietario della zona in cui sorgeva lo chalet, trova per caso, una vecchia tomba senza nome, anonima, che il terremoto ha contribuito a scoprire: sono affiorate delle ossa e quella che sembra una borsetta, ed un anello. Si scoprirà che è la rossa scomparsa, la moglie di Bertolucci, Kate.

Perché le sue ossa si trovano vicino allo chalet affittato a Crane? E Crane si è ucciso o è stato ucciso? E se è stato ucciso, come è stata truccata la porta cosicchè sembrasse chiusa dall’interno? E chi ha chiuso la porta truccandola era l’assassino o un complice? Nameless lo capirà dopo che Bertolucci viene ucciso, soprattutto quando scopre il corpo senza vita di Michael Kiskadon, morto alla stessa maniera del padre, e trovato senza vita proprio da Nameless, che ha sfondato la porta della stanza, allertato dalla moglie di Kiskadon, Lynn. Suicidio o omicidio?

In un romanzo godibile come non mai, in mezzo a descrizioni mozzafiato di San Francisco, inframmezzato da baruffe con l’amico investigatore Eberhardt, da liti cinematografiche tra Kerry e Wanda, la pupa di Eberhardt, Nameless troverà una verità sconcertante e la risposta a tanti, troppi interrogativi lasciati senza soddisfazione da una indagine frettolosa conclusa 35 anni prima. E la risposta la daranno proprie quelle ossa, trovate per caso, sepolte in un vecchio crepaccio, apertosi in seguito al terremoto di 35 anni prima e di nuovo rivelato da quello nuovo; e la copia carbone di una lettera inviata da Crane al suo avvocato.

Un Pronzini d’annata, che non dimentica la lezione dei grandi del passato (Hake Talbot) e ci conduce, in una indagine mai banale, costruita con cura, con dialoghi fulminanti e descrizioni azzeccate, ad un finale che lascia senza parole. E conoscendo Pronzini, anche alla sconsolazione. Perché non è detto che tutti i colpevoli, nella realtà, paghino il fio delle loro azioni. E cercare la verità, porta, il più delle volte, sofferenze. Meno male che l’epilogo salva il tutto con una riflessione finale sulla filosofia della vita, che riport l’attenzione sulle cose che ci salvano ogni giorno: amore, comprensione, amicizia. Un Pronzini grande. Come sempre.

Pietro De Palma

Bill Pronzini : Ombre sul passato (Bones, 1985) – Il Giallo Mondadori N. 1966ultima modifica: 2012-08-19T13:00:00+00:00da lo11210scriba
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